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Comunicazione extra specie Sharing Knowledge

L'urlo delle stelle è arrivato sino a noi!

[dropcap3]C[/dropcap3]i sono “voci” che non possiamo udire, perché non siamo dotati di apparati sensoriali e percettivi in grado di identificarne il suono.
Questo non vuol dire che tali voci non abbiamo nulla di interessante da raccontare, anzi. Un esempio tra i più imperscrutabili ci riguarda da vicino, ed è legato alla nostra stessa origine, legata a doppio filo al destino delle stelle.
Per nostra fortuna, là dove il nostro orecchio e i nostri occhi non riescono ad arrivare, la tecnologia può molto di più, traducendo in forme percettibili e in qualche maniera significanti anche per noi il loro racconto.
È quello che sta facendo il telescopio spaziale Nuclear Spectroscopic Telescope Array (NuSTAR) della NASA, messo in orbita nel 2012 per esplorare e fornire immagini della Via Lattea, noto come Centro Galattico.
Rimasto a lungo avvolta nel mistero, il “racconto” della Via Lattea si è così arricchito di nuovi dettagli, sino all’identificazione di un misterioso eccesso di emissione diretta di raggi X, detta “alta energia in banda X”, che è stato definito da alcuni scienziati una sorta di “urlo” emesso dalle stelle morte.
Il tutto in una regione osservata di spazio estesa per circa 40 anni luce attorno a Sagittarius A*, il “buco nero supermassiccio” della Via Lattea, generato dal nucleo di una stella molto grande (almeno sette volte il Sole) collassata sotto il proprio peso.
Ma il racconto non si ferma qui.
Stando ai dati raccolti da NuSTAR il Centro Galattico si conferma essere un luogo cosmico frenetico e molto affollato, in cui sembra esistere una moltitudine di corpi stellari in differenti stadi della loro evoluzione e in piena attività di trasformazione.
Quest’attività porta a una emissione diretta di raggi X, che – a differenza del suono, che non si propaga nel vuoto dello spazio – è rilevabile dagli ingegnosi telescopi spaziali, e consente quindi di poterne tracciare l’attività, e infatti le nuove immagini raccolte hanno permesso di identificare tale misterioso eccesso di emissione energetica sotto forma di raggi X che sovrasta la consueta attività stellare.
L’osservazione di tali emissioni infatti rappresenta un flusso di radiazioni che, in quanto rilevabili e tracciabili, sono potenzialmente “traducibili” in informazioni, scoperte e dunque aumento della nostra conoscenza, proprio come accade in qualsiasi altro tipo di comunicazione extra specie.
Resta tuttavia ancora misteriosa l’origine di tali emissioni, che gli astronomi non hanno ancora individuato con certezza. Una delle teorie al riguardo, particolarmente suggestiva, parla di una sorta di attrazione di materia da parte di una stella morta verso un’altra vicina, che provocherebbe in conseguenza un’esplosione violenta di raggi X, tale da giustificare il fenomeno. Ma le ipotesi ancora aperte sono anche altre, e tutte in attesa di risposte.
Da parte nostra, in attesa di raccogliere altri dati, o meglio, altri racconti, restiamo in silenzio ad ammirare la notte stellata. Più universale di così…
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[highlight]Per saperne di più[/highlight]
 
– www.wikipedia.org
– www.sites.google.com
– www.media.inaf.it
– www.ansa.it
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