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Digital Healthcare Design – il valore dell'accoglienza nel percorso di cura. Gli autori di 6Memes

About Mauro Di Maulo

Co- fondatore di Artexe S.p.a., società preminente in italia per la trasformazione digitale delle strutture sanitarie sul tema dell’accoglienza e della cura, si occupa da oltre vent‘anni anni di progettare, sviluppare e proporre al mercato soluzioni innovative in questo ambito.

Il suo è un approccio customer-centric, che parte dall’osservazione dei comportamenti dei cittadini-pazienti in relazione ai propri bisogni rispetto all’accesso ai servizi sanitari disponibili, sia nelle strutture pubbliche che private.

Dopo il recente ingresso di Artexe nel Gruppo Maps, è stato nominato membro del Consiglio d’Amministrazione.


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Gli autori di 6Memes Healthcare & Data Driven Governance

About Fabrizio Biotti

Dopo un’esperienza ventennale in gruppi nazionali e multinazionali nel settore del terziario avanzato, farmaceutico e ICT sono stato il co-fondatore di Artexe, una delle aziende più importanti in Italia nei servizi globali di e-health.

Dopo il recente ingresso del gruppo Maps gestisco le attività di Sales & Marketing nell’area e-health.

Membro del Consiglio di Amministrazione di Maps Healthcare, porto la mia esperienza manageriale e aiuto i nostri clienti in Italia e all’estero a migliorare il loro rapporto con i pazienti e a diventare un’azienda data driven.


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Gli autori di 6Memes Interoperabilità e digital footprint

About Lilith Dellasanta

Project manager in Roialty, start-up innovativa del settore Loyalty Management –  acquisita a maggio dal gruppo Maps – mi sono occupata per più di dieci anni di web monitoring e reputation analysis.

Lavoro in Roialty dal 2015 e sono project manager dei progetti di gamification e digital loyalty.

Twitter: @lilith_81

Linkedin: Lilith Dellasanta


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Gli autori di 6Memes

About Sara DI Paolo, Marketing Manager

Sara di Paolo è Marketing Manager e Presidente di Words, agenzia che opera dal 1989 nel settore della comunicazione strategica, del marketing e della formazione professionale.
Il gruppo ha sviluppato uno specifico know how per definire insieme all’azienda cliente e alla sua direzione obiettivi di marketing raggiungibili nel breve/medio periodo e per sviluppare azioni mirate di comunicazione.
 

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Gli autori di 6Memes

About Michele Vianello: consulente digitale e Digital Evangelist.

[dropcap3]P[/dropcap3]otremmo dire che  sono – in sintesi – un Consulente e un Digital Evangelist. Cosa significa? Che assisto nei processi di digitalizzazione le Imprese, le Associazioni imprenditoriali, le Pubbliche Amministrazioni e gli Ordini Professionali. Sono anche uno “strategist” digitale (web e social strategist), ovvero indirizzo e formo i miei clienti nell’ideazione e realizzazione di strategie digitali per competere negli attuali ecosistemi mediali e avere successo nell’era di Internet.
Assisto in particolare le Pubbliche Amministrazioni nell’adeguare le proprie strutture organizzative, i siti web, la cultura dei dipendenti alla trasparenza e alle modifiche introdotte dalla Legislazione (in particolare Legge Madia), e sviluppo modelli per estendere l’alfabetizzazione digitale nei territori e nelle imprese, perciò formo i digital evangelist nelle Città e nelle aziende.
Recenti studi hanno definito i miei libri sulle smart cities, i miei scritti e il mio account Twitter @michelevianello come “i cluster tematici più virali” in Italia sull’innovazione urbana.
Dal settembre del 2016 collaboro, per sviluppare la strategia digitale, con la società RED srl, (tra gli altri partner scientifici e innovativi, Samsung, IBM, Politecnico di Milano, HPE). Lo scopo della società (di diritto privato) é quello di progettare e di realizzare una città “smart” a Segrate (MI).
In particolare sto approfondendo modelli di business improntati alla valorizzazione dei dati generati dalle attività umane utilizzando le piattaforme digitali… Sono insomma uno specialista in comunicazione digitale nell’epoca del social networking.
Non bastasse, svolgo attività di speaker sulle tematiche inerenti l’Information Technology, elaboro ed attuo moduli formativi rivolti al personale delle imprese, delle pubbliche amministrazioni, delle libere professioni utilizzando metodologie ispirate al social networking, all’open innovation e alla gamification.
Le mie giornate sono duque intense, e  tuttavia trovo sempre il tempo per scrivere. Che è poi il modo più antico, ma anche quello più attuale, di comunicare. Offline e online!


 

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Gli autori di 6Memes

About Vieri Emiliani: fisico per formazione, innovatore per professione.

[dropcap3]F[/dropcap3]isico per formazione, innovatore e Data Scientist per professione, Vieri, che di cognome fa Emiliani – e già qui potremmo disquisire di Linguistica e arbitrarietà 🙂 – si occupa da oltre 25 anni di ricerca e innovazione, ingegneria di prodotto e sviluppo di business nel settore dell’Information Technology.
Dal 2000 si è dedicato alla realizzazione di software applicati all’analisi dei dati non strutturati, con un particolare focus su Information Retrieval e Natural Language Processing.
Appassionato di modelli e dati, algoritmi di Machine Learning e Intelligenza Artificiale – soprattutto quando questi aiutano a risolvere problemi concreti – è attualmente responsabile dell’innovazione per Maps Group, dove si occupa dell’applicazione di tecnologie innovative a supporto dei sistemi decisionali delle aziende.


 

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Gli autori di 6Memes Information and communications technology

Viaggio nell'Information Communication Tecnology (ICT). Di Giulio Destri.

[dropcap3]I[/dropcap3]CT è l’acronimo di Information Communication Technology, ossia l’insieme delle nuove tecnologie in ambito informatico ed elettronico che consente di trattare e scambiare le informazioni in formato digitale.
Esse sono alla base di una vera e propria rivoluzione tecnologica odierna non solo nel settore economico ed industriale ma anche nella vita di tutti i giorni dove l’ICT sta trasformando il modo in cui lavoriamo, viaggiamo, comunichiamo e viviamo.
Con il pertinente contributo del Prof. Giulio Destri cercheremo di guardare al futuro per prepararci a sfruttare in pieno le opportunità fornite da questa nuova e già essenziale risorsa.


[highlight]About Giulio Destri[/highlight]
 
Giulio Destri è ingegnere elettronico e Ph.D. in ingegneria informatica.
Opera come Digital Transformation Advisor e Innovation Manager per aziende e pubbliche amministrazioni. Dal 2003 è professore a contratto di Sistemi Informativi presso l’Università di Parma, per la quale ha scritto anche il libro di testo ‘Sistemi informativi. Il pilastro digitale di servizi e organizzazioni’.
Dal 2008 svolge anche attività di mentoring e business coaching, diventate parte integrante del suo lavoro di advisor.
È certificato ISO27001LA, ISO27021, ITIL, COBIT, SCRUM Master, NLP Coach con specializzazione in Business e Team Coaching, NLP AMP, Oracle, ECF Professional Business Analyst ed esaminatore UNI11506-UNI11621.
Appassionato di arti marziali e trekking, scrive articoli, racconti e poesie e gli piace fare fotografie di viaggi e paesaggi.

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Gli autori di 6Memes Predictive Analysis: asset digitali emergenti

About Maurizio Pontremoli: non fidarsi è bene, fidarsi è meglio.

Chi non ha mai provato la sensazione sgradevole di perdere il controllo? Non mi riferisco a improvvise esplosioni di rabbia (tranquilli!), ma più in generale a quello che può accadere di imprevedibile nel lavoro o nella vita di tutti i giorni.
Io, questa sensazione, la vivo di frequente. Lo deduco da alcuni indizi, come il desiderio di affidarmi a una moneta quando devo prendere una decisione.Oppure dallo sconforto che mi assale quando – dopo aver preso la stessa decisione a parità di condizioni e nel medesimo contesto – mi trovo davanti, inevitabilmente, a risultati sempre differenti.
Dove ho sbagliato? – mi chiedo? Quale errore ho fatto, e a quale punto del mio percorso decisionale?
Mi accorgo che la situazione è grave quando – per prevedere cosa accadrà – percepisco la tentazione di leggere l’oroscopo. Per fortuna alla lettura dei tarocchi et similia non ci sono ancora arrivato. Ma non lo escluderei a priori: mai dire mai, anche se questo va contro ogni paradigma della Fisica, il percorso di studi che ho seguito mentre mi innamoravo dell’Informatica.
Passando dal faceto al serio (o quasi) penso che la mia attività professionale, a partire dalla mia esperienza personale, si possa così riassumere in queste poche parole, più facili a dirsi che a farsi: aiutare le aziende e le persone che le gestiscono a riappropriarsi del controllo, inteso come capacità di governo delle loro attività.
Alcuni esempi? La pianificazione della produzione, il controllo dei costi, la corretta gestione della logistica e il controllo delle attività di vendita.
Per farlo – oggi più mai – è imprescindibile avere accesso al maggior numero possibile delle informazioni che riguardano il contesto in cui viviamo, come insegna il Modello di crescita conoscitiva della Piramide della Conoscenza (DIKW).
Il tutto per passare da tali dati alle informazioni che racchiudono e quindi alla conoscenza dei vari fenomeni che descrivono, e, là dove è possibile, controllare di conseguenza gli sviluppi del flusso di eventi in cui siamo immersi. (Per l’ascesa alla saggezza, per quanto mi riguarda, confido molto nell’età che avanza ;-).
E’ per questo che ho contribuito ad avviare l’azienda Maps con una mission specifica: supportare le aziende nell’individuare i possibili asset nei contesti sempre più complessi della nostra società, attraverso lo sviluppo della conoscenza in generale e delle scienze legate all’analisi dei dati in particolare, secondo le pratiche più innovative e avanzate di business intelligence, data mining e machine learning.
Perché, come confessato all’inizio della mia presentazione, provo sì disagio nel perdere il controllo, ma quello che mi preoccupa maggiormente è il rischio di non prendere decisioni per il timore di sbagliare o, peggio ancora, attendere che siano gli altri a scegliere per me.
Sono infatti fermamente convinto che la paura di decidere sia l’atteggiamento in assoluto più deleterio, sia nella vita personale che professionale, e che tale comportamento non sia nemmeno lontanamente compensato dai rischi che derivano dall’eccessiva prudenza. L’importante, prima di decidere, è avere a disposizione il maggior numero di informazioni possibili sugli scenari plausibili, dopodiché occorre agire. E, una volta oltrepassata la curva, riprendere il controllo e continuare lungo il nostro percorso.
Non c’è nulla di più appagante, infatti, di fidarci di noi stessi e di chi ci sta intorno, per decidere con la nostra testa piuttosto che attendere o, peggio ancora, subire gli eventi. Ecco perché il mio motto è “non fidarsi e bene, fidarsi è meglio”.

A presto, spero!

Maurizio

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Gli autori di 6Memes

About Natalia Robusti: immagini e parole in forma perfetta (o quasi).

“Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe.” – scriveva Mark Twain. E se era vero nei primi anni del ‘900, immaginiamo oggi con le piattaforme Social che accompagnano il flusso stesso dei nostri pensieri.
Scrivere – a qualsiasi titolo lo si faccia, per amor di letteratura o per finalità più concrete quali i motori di ricerca e gli algoritmi di Facebook – ha a che fare inevitabilmente con questo: le Verità. In forma rigorosamente plurale e basate su diversi punti di vista, ciascuno vero a suo modo.
Tattica di sopravvivenza evoluta, parente stretta della mimesi e del travestimento, la possibilità di evocare, alludere e omettere – sino a mentire – è una delle caratteristiche più potenti del linguaggio, unicum della nostra specie.
Comunicazione persuasiva, si definisce dunque quella di cui mi occupo principalmente nella mia attività professionale. Sul web e i social, in forma di post, claim e metadati… E – come per ogni ossimoro che si rispetti – utilizzo tecniche che fanno viaggiare di pari passo verità e bugie. O meglio, che “condividono un preciso punto di vista”.
E quasi sempre, mi credono… Facebook e Google compresi 😉

Natalia Robusti


Se vuoi connetterti con me, mi trovi qui:


 

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Big Data & C. Data Complexity & Big Data Gli autori di 6Memes

Data Complexity & Big Data Virtual Labs. Di Anna Pompilio.

Cambiare è quello che la gente fa quando non ha più nessun’altra scelta.
Holly Black

[dropcap3]N[/dropcap3]ei primi anni del ‘900 la compagnia telefonica statunitense AT&T decide di costruire la prima linea continentale per collegare New York a San Francisco e per superare i non pochi problemi tecnici di un progetto di tale portata, si convince a investire in un’ organizzazione di ricerca interdisciplinare: La Fabbrica delle Idee.

La Factory di AT&T riunisce fisici, ingegneri, esperti di materiali, tecnici del telefono e segna l’ inizio di un esperimento – i Bell Labs – che porterà gli Stati Uniti a ricoprire un ruolo di leader del settore per oltre un secolo e a sfornare un numero impressionante di innovazioni (il primo transistor, nel 1947, tassello di base per un’ ondata di applicazioni che segneranno l’ era della televisione, poi, attraverso il salto nei semiconduttori, quella del computer) e di Premi Nobel. Il resto è storia nota.
Le innovazioni – dice Walter Isaacson, autorevole firma del giornalismo tecnologico americano – avvengono quando persone con diversi talenti, diverse conoscenze, diverse mentalità, vengono riunite insieme possibilmente in una vicinanza fisica, in modo da potersi incontrare spesso”.
Questo dunque il principio ispiratore dei Bell Labs, più volte ripreso da quel primo esperimento del 1909, non ultimo da Steve Jobs che aveva a suo modo replicato il modello unendo «dei geni creativi insieme con degli esperti di prodotto e dei grandi ingegneri, in modo da collegare fra loro la tecnologia e l’ immaginazione».
[bctt tweet=”L’esperienza può e deve gestire la complessità: per correre avanti bisogna a volte guardare indietro.” username=”MapsGroup”]
Un principio che continua ad avere una sua valenza e attualità e a cui si ispira la nuova rubrica del Blog: Data Complexity & Big Data Digital Labs, che mira proprio a far incontrare talenti diversi in uno spazio non più fisico (come fu all’inizio del secolo scorso) ma virtuale, in accordo con la geografia e l’idea di prossimità ridisegnata dal digitale e dai paradigmi della network knowledge. Questo per quanto riguarda il metodo. Sui contenuti invece la parola chiave è, appunto, “Labs” ovvero fornire esempi concreti di progetti, esperienze, case study tenendo conto dello scenario sociale, economico, tecnologico e culturale nel quale nascono e si sviluppano, al fine di analizzarne possibili applicazioni e prospettive future per aziende e pubblica amministrazione.
Del resto “l’intelligenza collettiva, la cooperazione, la condivisione e la diffusione del sapere stanno cambiando le nostre vite”. E lo stesso si può dire dei famigerati Big data. ma per comprenderne la genesi e la portata, circoscriverne l’ambito, analizzarne gli impatti, valutarne i rischi e opportunità progettare, infine, cambiamento e innovazione non partiamo da zero: partiamo dall’esperienza tangibile nella gestione della complessità dei dati nella convinzione che per correre avanti bisogna a volte guardare indietro.
Guardare indietro mentre si corre in avanti ha una duplice accezione: si può guardare indietro non solo per non ripetere gli stessi errori, ma anche per cambiare e migliorare le cose che a loro modo già funzionano. In un orizzonte di crescita ed evoluzione, e non solo di necessità.
Si parte da qui. Enjoy! 🙂
 
[highlight]About Anna Pompilio[/highlight]

Business Analyst
con la passione del Blogging e Blogger con la passione dell’ informatica.
Quale informatica? Quella attiva: l’informatica dell’ascolto, del trovare insieme la migliore Soluzione che non è sempre, o non necessariamente, quella più avanzata tecnicamente. Quella del Cliente al centro anche se il paradigma può ormai sembrare “vintage”, della fiducia che si rinnova ogni giorno, della responsabilità personale, della diversità culturale e del pluralismo nei gruppi di lavoro.
L’informatica che non è Internet, o i droni o la lavatrice che dialoga con l’auto ma quella che viene prima, quella dell’intuizione, quella che non ha paura di forzare le regole e che non affida il cambiamento alla (sola) applicazione tecnica.
E dunque scrivo.
Scrivo perché c’è già un romanzo che si intitola il giorno in cui un computer scrive un romanzo, scrivo perché la tecnologia è una faccenda tremendamente seria 🙂
Anna Pompilio
 
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[highlight]Fonti e approfondimenti[/highlight]

Jon Gertner, The Idea Factory. Bell Labs and the Great Age of American Innovation
www.nuovoeutile.it
www.wikipedia.org
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