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Da Homo Sapiens a Homo Algorithmicus passando da Homo Digitalis… E l'Anima?

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[/sf_iconbox]Come semplificare la complessità senza cadere nell’automatismo o (peggio ancora) nella barbarie.

 
[dropcap3]S[/dropcap3]aranno i temi di attualità, che portano alla ribalta nuovi e vecchi argomenti di conversazione, come è ad esempio l’annosa questione del lavoro, destinato a cambiare radicalmente…
Sarà anche l’attuale situazione geopolitica del nostro pianeta, che versa benzina sul fuoco, come ci mostra la quattordicesima edizione del Global Risks Report 2019…
O saranno le pubblicazioni più recenti di vari esperti e intellettuali sull’argomento, a portarlo in primo piano, come nel caso del recente saggio di Baricco…
Fatto sta che il difficile rapporto tra Cultura e Tecnologia, se bonificato e portato a più miti consigli, è sempre più spesso citato come l’unica possibile soluzione in grado di trasformare gli scenari più apocalittici in quelli più integrati (e viceversa).
[bctt tweet=”Il difficile rapporto tra Cultura e Tecnologia, se bonificato, è sempre più spesso citato come l’unica possibile soluzione in grado di trasformare gli scenari apocalittici in quelli integrati (e viceversa).” username=”MapsGroup”]
A ben vedere, oggi, l’innovazione tecnologica – se fosse guidata da una nuovo rinascimento culturale – potrebbe davvero consegnarci nelle mani le chiavi di un Regno in cui l’accoppiata conoscenza-competenza potrebbe farsi più stretta, feconda e duratura. 
In sua assenza, del resto, ogni predizione sul futuro prossimo e remoto (anche senza scomodare i Big Data) sembra ben poco attraente. Senza anima, potremmo anche dire, ovvero inanimata.
 

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[/sf_iconbox]A me il terzo occhio!

Detto questo, anche se sono ormai numerosi i contenuti prodotti e diffusi nell’area dell’innovazione tecnologica, e nonostante sia sempre più auspicato da tutte le parti un dialogo tra il settore tecnico e quello culturale (interazione semplificata in genere con la metafora del rapporto Uomo-Macchina) sono ancora pochi i contenitori in grado di far dialogare tra loro questi sistemi.
Non che sia facile, realizzare un incontro creativo e positivo di tali opposti, ma la strada tracciata è chiara ed è l’unica che può portare a uno sviluppo più diffuso e non soltanto elitario.
Le conseguenze sistemiche di tale perdurante scissione, infatti, sono evidenti: da un lato l’approccio più diffuso alla complessità sembra essere quello della semplificazione intesa nella sua accezione più riduttiva; dall’altro un certo scetticismo nei confronti dei sistemi complessi genera una  diffidenza che sfocia spesso in un vero e proprio senso di rifiuto, a volte comprensibile e fisiologico, altre volte irrazionale e ideologico.
Il rischio reale e concreto è che il rifiuto di tali tematiche produca un effetto di rimbalzo all’indietro con valenze fortemente retrocessive in termini sia sociali che culturali e infine  economici.

[bctt tweet=”Il rischio reale e concreto è che il rifiuto della complessità produca un effetto di rimbalzo all’indietro con valenze fortemente retrocessive in termini sia sociali che culturali e infine economici.” username=”MapsGroup”]
Qual è dunque, la cruna dell’ago da cui ci tocca passare per giungere ad altri, più fecondi lidi?
Il professor Piero Dominici lo spiega nel suo lungo e articolato lavoro di studio, ricerca e divulgazione dedicato al tema, in cui  – tra gli altri suoi temi e percorsi individuati  – indaga la condivisione della conoscenza attraverso la comunicazione e l’educazione a ogni livello di relazione e interazione…
Qualcuno, per fortuna, si sta già muovendo, anche in Italia, in questa direzione. Eccone alcuni esempi.

“A Torino c’è bisogno di ingegneri umanisti e di letterati più tecnologici”: così il filosofo Ferraris spiega il nuovo istituto Scienza Nuova, che propone corsi avanzati riservati ai migliori dottorandi dei due atenei, preparandosi ad arruolare sociologi e antropologi affianco agli ingeneri, con lo scopo di “rendere più umanisti gli ingegneri e più tecnologici gli umanisti.” Nasce per questo il “SUSST“, una realtà universitaria di “Scienze Umane e Sociali su Scienza e Tecnologia”

C’è anche chi fa un doppio salto carpiato in avanti rispetto all’intelligenza umana e si mette nei panni dei robot che non sanno che pesci prendere guardando in faccia noi umani. Non è uno scherzo: l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova Morego sta portando avanti questo ambizioso progetto con l’obiettivo di aiutare i robot a capire le nostre esigenze anche senza una richiesta specifica.
Condividiamo infine l‘avventura di Ori, una start up giapponese, che “ha messo a disposizione di un locale di Tokyo dei robot in grado di muoversi e portare piatti ai clienti del ristorante (…)” ma guidati in realtà a distanza da persone affette da disabilità fisiche. Una grande idea, insomma!

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[/sf_iconbox]Anima Mundi

Intanto in ambito europeo – quasi in un atto costituente – si inizia a parlare di codice etico dell’intelligenza artificiale (e come non ricordare le Leggi di Azimov?):

“Il ruolo della dignità umana è al centro di questo codice. L’AI non dovrà mai danneggiare gli esseri umani (ma pure gli animali o la natura); questa tutela dovrà essere garantita sotto diversi profili: quello della dignità, della sicurezza fisica, psicologica e finanziaria.”

In quello dunque che sembra essere un punto di svolta i due ambiti del sapere umano, quello umanistico e quello scientifico – vicini o lontani che siano, in real time o in differita – sono tornati finalmente a parlarsi.
I DATI – ovvero le informazioni, che siano espresse in parole o numeri – fanno la differenza, a patto che vengano maneggiate con cura e, se possibile, vengano raccolti, trattati e “messi” insieme attraverso uno sguardo che sia “umano”, e non solo intelligente.
[bctt tweet=”Ogni volta  che i numeri e le parole vanno a braccetto, accade che l’innovazione ha la chance di trasformarsi in sviluppo attraverso la generazione di un nuovo valore, come in ogni processo creativo.” username=”MapsGroup”]
Ogni volta infatti che i numeri e le parole vanno a braccetto, accade che l’innovazione ha qualche chance di trasformarsi in sviluppo attraverso la generazione di un nuovo valore, qualcosa che prima non c’era e che all’improvviso, come in ogni processo creativo, compare e “vive”.
Tornando quindi a noi di 6MEMES, incoraggiati dal clima culturale e dal contesto storico attuali, cercheremo anche quest’anno, grazie ai nostri autori e ai nuovi aiutanti che speriamo di incontrare nel viaggio, di fare la nostra parte, cercando di mantenere le premesse e le promesse del blog.
Adotteremo come chiave di lettura per il 2019 proprio il tema della complessità, sia nelle rubriche più culturali che in quelle più tecniche, e andremo alla ricerca di modelli, metodi o esempi concreti capaci di rendere comprensibile la sua potenziale spinta evolutiva, per “ridurla” e “tradurla” in forme creative, evocative e riflessive. Alla ricerca, anche noi, della nostra anima.
 

Natalia Robusti


 
 

CREDITS IMMAGINI
Immagine di copertina (rielaborata):
ID: 32794708, di diuno
ID: 34902592, di Linda Bucklin
ID: 48861335, di Alfio Scisetti

 


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Digital Healthcare Design – il valore dell'accoglienza nel percorso di cura. Gli autori di 6Memes

About Mauro Di Maulo

Co- fondatore di Artexe S.p.a., società preminente in italia per la trasformazione digitale delle strutture sanitarie sul tema dell’accoglienza e della cura, si occupa da oltre vent‘anni anni di progettare, sviluppare e proporre al mercato soluzioni innovative in questo ambito.

Il suo è un approccio customer-centric, che parte dall’osservazione dei comportamenti dei cittadini-pazienti in relazione ai propri bisogni rispetto all’accesso ai servizi sanitari disponibili, sia nelle strutture pubbliche che private.

Dopo il recente ingresso di Artexe nel Gruppo Maps, è stato nominato membro del Consiglio d’Amministrazione.


Credits immagini ritratto (rielaborate):
ID Immagine 1: 40534246, di Samart Boonyang
ID Immagine 2: 39975044, di cla78

 

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6MEMES TRENDS Sharing Knowledge So Social: traduzione e tradimento nella comunicazione digitale. White Paper

#6MEMES: dal CANTO al CONTO. Leggerezza e gravità della comunicazione sulle tracce di Italo Calvino.

#6MEMES: dal CANTO al CONTO.
Leggerezza e gravità della comunicazione
sulle tracce di Italo Calvino.

[dropcap3]L'[/dropcap3]anno appena chiuso ha raccolto nel blog 6MEMES un excursus sui 6 tag calviniani che ci hanno accompagnato in questi mesi nel marcare e comprendere le etichette di significato che Italo Calvino ci ha lasciato in eredità con la sua opera memorabile Lezioni americane: Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità, Coerenza.
Iniziamo l’anno nuovo con un White Paper che raccoglie i vari contributi di Natalia Robusti che, partendo dal tema della Leggerezza sino a quello della Coerenza, propone un filo conduttore tra la materia più classica del pensiero, espressa attraverso la poesia, e la materia più recente dell’innovazione, rappresentata da big data e algoritmi.
Il tutto passando attraverso un continuum espressivo, quello della comunicazione intesa come ponte levatoio che può unire, ma anche dividere ulteriormente, versanti diversi e a volte culturalmente opposti della conoscenza dell’uomo.
Buona lettura!

[highlight]Indice dei contenuti:[/highlight]

  • Introduzione
  • Indice
  • 01. All’ombra degli algoritmi, ai piedi della poesia: Leggerezza e gravità della comunicazione.
  • 02. Rapidità versus Velocità: meta o viaggio? Tra intensità e densità del progresso.
  • 03. L’Esattezza ai tempi dei Big Data… Cartografia di una meta (quasi) impossibile da raggiungere.
  • 04. Visibilità: l’immaginazione che ci “piovve dentro”. Da Dante ai giorni nostri.
  • 05. Molteplicità: che sia tanto o poco, il MOLTO può essere abbastanza? [PARTE UNO, PARTE DUE].
  • 06. Cominciare e finire: il bene e il male della “Coerenza” secondo Calvino. Favole dei giorni nostri….
  • About

Per scaricare il White Paper cliccare l’immagine di copertina:


 
 


Credits Immagini:

 

Immagine di copertina (rielaborata):

ID: 25943465, di fffranz
ID: 7027995, di Kheng Ho Toh
 


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Gli autori di 6Memes Healthcare & Data Driven Governance

About Fabrizio Biotti

Dopo un’esperienza ventennale in gruppi nazionali e multinazionali nel settore del terziario avanzato, farmaceutico e ICT sono stato il co-fondatore di Artexe, una delle aziende più importanti in Italia nei servizi globali di e-health.

Dopo il recente ingresso del gruppo Maps gestisco le attività di Sales & Marketing nell’area e-health.

Membro del Consiglio di Amministrazione di Maps Healthcare, porto la mia esperienza manageriale e aiuto i nostri clienti in Italia e all’estero a migliorare il loro rapporto con i pazienti e a diventare un’azienda data driven.


Credits immagini ritratto (rielaborate):
ID Immagine 1: 45474162, di Kheng Ho Toh
ID Immagine 2: 70286683, di Aleksandr Khakimullin
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Gli autori di 6Memes Interoperabilità e digital footprint

About Lilith Dellasanta

Project manager in Roialty, start-up innovativa del settore Loyalty Management –  acquisita a maggio dal gruppo Maps – mi sono occupata per più di dieci anni di web monitoring e reputation analysis.

Lavoro in Roialty dal 2015 e sono project manager dei progetti di gamification e digital loyalty.

Twitter: @lilith_81

Linkedin: Lilith Dellasanta


Credits immagini ritratto (rielaborate):
ID Immagine 1: 25173565, di Kheng Ho Toh  
ID Immagine 2: 86729777, di Marina Putilova
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6MEMES TRENDS Alti e bassi del cibo italiano White Paper

2018: alti e bassi nella comunicazione sul cibo italiano. White Paper di Sara Di Paolo.

[dropcap3]I[/dropcap3]l 2018 è stato l’anno del Cibo Italiano, e – grazie a un monitoraggio di Webdistilled – la nostra blogger Sara Di Paolo ha “tenuto d’occhio” in questi dodici mesi un numero davvero considerevole di siti, social, blog e forum che hanno trattato il connubio tra arte, paesaggio e cibo.
Il monitoraggio, che ha riguardato un argomento particolarmente distintivo del nostro paese, è stato esteso anche ad altri media, e non solo online. Ha infatti riguardato magazine, trasmissioni radio e programmi TV, anch’essi sia in italiano che inglese.
Il tutto alla scoperta degli alti e bassi nella comunicazione sul cibo italiano.
Ne sono usciti tre articoli con tre diversi focus che abbiamo raccolto in un piccolo, ma prezioso Quaderno di 6MEMES. Tra “Eat spaghetti to forgetti your regretti” e “Freaking out: tutti pazzi per il cibo italiano!” ne sono uscite delle belle e delle buone.
Ve le proponiamo in questa raccolta che ci racconta – tramite numeri, conversazioni, tweet e grafici – un anno di eventi, “chiacchiere” e informazioni su “Gli alti e bassi del cibo italiano”.
Buona lettura.

[highlight]Indice dei contenuti:[/highlight]

  • Introduzione
  • Indice
  • 01. Gli alti e bassi del cibo italiano. Il monitoraggio 2018.
  • 02. “Eat spaghetti to forgetti your regretti”. Seconda tappa del viaggio intorno all’Italian Food.
  • 03. Freaking out: tutti pazzi per il cibo italiano! Per finire in bellezza.
  • About

Per scaricare il White Paper cliccare l’immagine di copertina:

White Paper Sara Di Paolo 2018


Credits Immagini:

 

Immagine di copertina (rielaborata):

ID: 60555873, di Elena Pimonova


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Maps News News

La complessità… e alcune sue storie: ecco i protagonisti alla Festa di Natale MAPS 2018.

Il 19 dicembre scorso, presso gli spazi WoPa, a Parma, la complessità e il cambiamento, l’innovazione e la bellezza si sono incontrati, esprimendo il loro potenziale creativo, alla festa di Natale di Maps.

Perchè la realtà è complessa e ricca di sfumature. Ognuno di noi la vorrebbe raccontare ma: “[…] a volte le storie sono semplici: c’è un cattivo e c’è un buono, un bianco e un nero […] altre volte la realtà non è come la vediamo o immaginiamo”.

Su queste parole, luci e musica hanno illuminato il palco per l’atteso Storyshow ‘Elogio della complessità (della realtà e dello storytelling)’.

 

L’istrionica e sapiente guida Giampaolo Musumeci (conduttore radiofonico, nonché voce e occhi di cronache e reportages che raccontano partenze e vita dei migranti provenienti dal continente africano) ha accompagnato il pubblico nel regno ricco di sfumature della complessità e di alcune sue storie.
Perchè, […] la complessità va raccontata e per raccontarla bisogna immergersi e abbracciarla, senza pregiudizi e abbattendo stereotipi.
 
 

Govanni Zagni, questo il nome del primo ‘narrastorie’ chiamato in causa da Musumeci: il debunker (ossia un acuto (ri)cercatore delle false notizie che circolano sui social, ma anche su siti e giornali) nonché direttore del progetto di fact-checking ‘Pagella Politica’ dal 2017, ha raccontato tre storie di fake news, di natura politica o di cronaca, particolarmente eclatanti e divertenti.
E, alla fine, ha ceduto con inchino cortese, la parola a Stefano Moriggi.
 
 

‘[…] baluardo della scienza, fiero sostenitore del principio di causa effetto’  nonchè docente di ‘Teorie e Tecniche della Comunicazione Scientifica in TV’, nel  Master di Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione Sostenibile, presso l’Università di Milano Bicocca, il Prof. Moriggi ci ha ricordato l’importanza della verità in abito scientifico e di come occorra una continua educazione per farne esperienza.
Non solo poiché si affermi (e necessariamente si diffonda) ma anche per abituarsi al senso critico.
 
Tra le curiose e memorabili contaminazioni musicali dei WHYNOT e le incursioni letterarie di Margherita Saltamacchia, dopo le importanti testimonianze che hanno aiutato ‘a capire come distinguere il vero dal falso… scopriamo che il vero che conosciamo forse non è così vero!’

E che, infine, è – e sarà sempre – la bellezza a dare forma alla verità. Come emerge dal racconto di Alessandro Gandolfi, fotografo e giornalista per le più importanti testate internazionali.
Dalla creazione di una storia fotografica alla necessaria discesa sul campo per smontare stereotipi e cercare punti di vista laterali su realtà e i suoi contrasti, Alessandro si è mosso tra contrasti dimostrando che la realtà è fluida e cambia.
E ci accompagna nel nostro, di cambiamento. 
Così, dopo aver capito ‘che l’apparenza inganna; che la complessità resta tale e non sempre la posso spacchettare e che la realtà è fluida, cambia e ci costringe a cambiare noi’, Giampaolo Musumeci, il navigatore raccoglitore di storie, ha salutato il suo pubblico, pronto a dirigersi verso una nuova rotta di viaggio.
Estesa la partecipazione di pubblico alla serata, alla quale hanno preso parte anche i nuovi colleghi di Artexe, la società milanese nel cui capitale Maps ha investito dando vita a una realtà tra le più grandi nel settore dei servizi di accoglienza delle strutture sanitarie.

Augurandoci che complessità e bellezza, nella loro essenza più vera, sempre accompagnino la realtà, Maps e Artexe vi danno il benvenuto nel 2019!


Credits Immagini:
Immagine di copertina, Photo by number168
ID:44613772