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Amministrazione Pubblica e innovazione: il progetto “MAB’s AMBASSADOR". Ne parliamo con la dott.ssa Paola Chiesa.

Il sapere, moderna borsa di Mary Poppins: da dove viene, dove si raccoglie e dove va?

[dropcap3]S[/dropcap3]e parliamo di innovazione legata al territorio, soprattutto per quanto riguarda il nostro bel paese, c’è un tema di grande rilievo da mettere sotto la lente di ingrandimento sia dal punto di vista dei trend comunicativi che della sostanza.
E non si tratta di infrastrutture, o almeno non nel senso tradizionale del termine: stiamo parlando di “valore”, quello intrinseco di un territorio, visto come l’insieme del patrimonio dei beni produttivi e culturali che custodisce, e quello del cosiddetto “fattore umano”, ovvero dell’insieme dei saperi dei suoi abitanti.
L’anello di collegamento, in grado di connettere tra loro questi patrimoni, in un’ottica di innovazione, crescita e sviluppo – al di là delle risorse economiche messe in campo – è rappresentato dalla competenza messa a sistema che, se attuata, genera in sé un volano virtuoso di possibilità capaci di generare una ricaduta positiva immediata sia sul benessere dei cittadini che dei luoghi che essi abitano.
Non a caso si parla sempre più spesso dell’importanza della competenza e della formazione continua, fattori cruciali, ormai, non solo per vincere le sfide professionali che ciascuno incontra nella propria attività lavorativa, ma anche per partecipare in maniera consapevole e attiva alla propria comunità di appartenenza.
In un’epoca che avanza all’insegna di grandi cambiamenti a livello non solo globale, ma anche locale, nell’area tradizionale della formazione ricadono dunque oggi i concetti di un sapere che non può più essere monolitico e ancorato soltanto alle proprie tradizioni, ma deve invece essere in grado di costituire un vero e proprio “bagaglio” di conoscenza da cui attingere quel che serve all’occorrenza.
Si tratta, come anticipato dal titolo, di una sorta di novella borsa di Mary Poppins capace di sorprese straordinarie :- e soprattutto di rappresentare un sapere che si dispieghi in maniera creativa in un saper essere ancor prima che un saper fare, come si dice tra gli addetti ai lavori.
Una delle modalità individuate a livello legislativo fin dal 2003 per realizzare tale messa a sistema del sapere – messa in pratica in step diversi da parte dei vari legislatori, sino alle modifiche più recenti – è la cosiddetta “Alternanza scuola lavoro”, identificata come una modalità didattica che consente di alternare momenti di formazione in aula e in azienda o in altre strutture ospitanti.
Tale alternanza ha infatti l’obiettivo dichiarato di collegare in maniera sistemica il mondo del fare (ovvero del lavoro) con quello del sapere (il mondo della scuola e della formazione), per consentire agli studenti di avviare un percorso personale e condiviso verso il “saper essere”.
Tornando a noi, all’interno di questa cornice ci si può anche distinguere in eccellenza, utilizzandone appieno le opportunità. Ne parliamo con una delle nostre autrici, la dott.ssa Paola Chiesa (Vice Sindaco con delega all’Innovazione) che è stata capace, come vedremo, di passare dalla teoria alla pratica. Con risultati eccellenti, come vedremo insieme tra poco.

MAB’s AMBASSADOR, ambasciatori del territorio: un esempio pratico e insieme ideale del “sapere” messo a frutto.

 

Ciao Paola e bentrovata nel nuovo anno. Andiamo subito al punto, come si dice. Cosa ci puoi raccontare della tua bella avventura?

Ciao e bentrovati anche a voi. La mia avventura, come dici, è partita proprio da un’opportunità offerta dalla metodologia didattica chiamata Alternanza scuola lavoro che è stata istituita con la legge n. 53/2003 e disciplinata con il Decreto Legislativo n. 77/2005.
Rafforzata nel 2010 con il riordino del secondo ciclo di istruzione, che la richiama come metodo sistematico da introdurre nella didattica curricolare dei diversi corsi di studio per avvicinare i giovani al mondo del lavoro, orientarli e promuovere il successo scolastico, ne viene confermata l’innovatività in termini di metodologia didattica con la legge 107/2015 (cd. Buona Scuola), come riportato di seguito – fonte MIUR https://www.miur.gov.it/alternanza-scuola-lavoro
“L’Alternanza scuola-lavoro è una modalità didattica innovativa, che attraverso l’esperienza pratica aiuta a consolidare le conoscenze acquisite a scuola e testare sul campo le attitudini di studentesse e studenti, ad arricchirne la formazione e a orientarne il percorso di studio e, in futuro di lavoro, grazie a progetti in linea con il loro piano di studi.
L’Alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutte le studentesse e gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori, licei compresi, è una delle innovazioni più significative della legge 107 del 2015 (La Buona Scuola) in linea con il principio della scuola aperta.
Un cambiamento culturale per la costruzione di una via italiana al sistema duale, che riprende buone prassi europee, coniugandole con le specificità del tessuto produttivo ed il contesto socio-culturaleitaliano.”
La suddetta legge, dunque, al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti, prevedeva la previsione di percorsi di alternanza scuola-lavoro per una durata complessiva di almeno 400 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi per quanto riguardava gli istituti tecnici e professionali mentre nei licei il monte ore prevedeva una durata complessiva di almeno 200 ore nel triennio.

Parli al passato. Nel frattempo la legge è cambiata, dunque?

Sì, e più precisamente l’anno scorso. La legge 30 dicembre 2018, n. 145, ( Legge di Bilancio 2019) ha infatti modificato la disciplina dei percorsi di alternanza scuola lavoro: a partire dall’anno scolastico 2018/2019, gli attuali percorsi in alternanza scuola lavoro sono ridenominati “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” e sono attuati per una durata complessiva non inferiore a 210 ore nel triennio terminale del percorso di studi degli istituti professionali; non inferiore a 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi degli istituti tecnici; non inferiore a 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei.

Si tratta comunque di un monte ore considerevole. Penso soprattutto alle piccole realtà come nel caso del Comune in cui tu sei Assessore. E infatti tu hai colto l’opportunità, giusto?

Sì, e il risultato ci ha premiato. E ha dimostrato che, per un Comune, avviare progettualità valide ai fini dell’alternanza scuola lavoro, rappresenta decisamente una opportunità preziosa.
Questo, sia perché attraverso tale strumento ci si può avvalere di risorse in affiancamento al personale in forze di cui in altri modi non si potrebbe disporre, sia perché in questo modo i giovani, avvicinandosi al mondo della Pubblica Amministrazione, possono sperimentare in prima persona forme di cittadinanza attiva, esercitando nel contempo attività strumentali e funzionali all’erogazione di servizi pubblici.

Arriviamo così all’esperienza vincente del progetto “MAB’s AMBASSADOR: ambasciatori del territorio”, a Baldissero Torinese. Ci racconti a grandi linee cosa è accaduto?

Volentieri. È stato un percorso lungo e articolato, avviato nel mese di giugno 2017 nel Comune di Baldissero Torinese con il progetto “MAB’s AMBASSADOR: ambasciatori del territorio”.
L’idea è stata quella di promuovere il nostro territorio che dal 2016, insieme ad altri 85 Comuni appartenenti a quattro Province diverse (Asti, Cuneo, Torino, Vercelli) fa parte della Riserva di Biosfera Mab Unesco Collina Po.
Mab (Man and Biosphere) è infatti il programma dell’Unesco nato nel 1971 per promuovere in modo sostenibile il rapporto tra uomo e natura, attraverso tre funzioni complementari:

  • “una funzione di conservazione volta alla protezione dei paesaggi, degli habitat, degli ecosistemi, così come delle specie e della diversità genetica;
  • una funzione di sviluppo, per favorire lo sviluppo economico e umano e generare non solo reddito, ma sostenibilità socio-culturale ed ambientale nel lungo periodo;
  • una funzione logistica e di supporto al fine di far avanzare la comprensione dello sviluppo sostenibile, per assicurare sostegno alla ricerca, monitoraggio e formazione a livello locale, oltre i confini della riserva della biosfera e attraverso lo scambio globale di buone pratiche.”

Quindi siete partiti da un “valore” intrinseco del vostro territorio…

Sì, e abbiamo cercato di metterlo ancor più a frutto.
La Riserva di Biosfera Collina Po costituisce di fatto il primo Urban Mab in Italia: si tratta di un’area naturalistica fortemente antropizzata (con circa 900.000 abitanti che vivono nell’area metropolitana torinese), ma caratterizzata da un alto livello di biodiversità anche legata alla grande ricchezza di acque (il fiume Po e 9 dei suoi affluenti).
Il Mab rappresentava (e rappresenta) un’imperdibile occasione per incrementare le attività di tutela e valorizzazione delle risorse, armonizzandole con il contesto urbano di riferimento. Si trattava e si tratta, in sintesi, di un valore in potenza che, secondo noi, valeva la pena di essere fatto meglio conoscere.
A Baldissero Torinese, comune collinare di circa 3700 abitanti, ci siamo quindi posti un obiettivo semplice, ma nello stesso tempo ambizioso: formare gli ambasciatori del MAB, puntando sui giovani del nostro paese e creando utili sinergie, con associazioni e operatori locali (tra cui l’Associazione Albacherium), con l’Ente di Gestione delle Aree Protette del Po Torinese, UNESCO e l’Università di Torino.
Abbiamo così coinvolto i giovani attraverso una politica di porte aperte all’alternanza scuola lavoro, stipulando le necessarie convenzioni con le vicine scuole di Chieri e allestito in municipio un’apposita aula digitale con dodici computer.
Infine abbiamo organizzato, pianificato e coordinato la formazione e il lavoro degli studenti, focalizzando le attività sulle curiosità storiche del paese, sulla realizzazione della cartografia digitale dei sentieri escursionistici e sulla classificazione e quantificazione dei prodotti tipici.
Il progetto si è rivelato oltre modo efficace. Innanzitutto, io credo, perché è stato fondato fin dall’inizio sui valori della sostenibilità, della replicabilità, della partecipazione e della cittadinanza attiva.
E poi perché, immediatamente, sono state messe a sistema tante positive ricadute sociali, quantificabili in valori importanti, quali ad esempio un maggiore avvicinamento dei giovani al loro territorio, ma anche la ricostruzione di una identità condivisa territoriale. Il tutto in un percorso di maggiore consapevolezza tra i cittadini del valore dei propri luoghi di appartenenza.
Si è trattato insomma di una vera e propria riscoperta delle proprie tradizioni attraverso nuove forme di aggregazione e dialogo tra generazioni diverse.

Ma la cosa non si è conclusa qui, giusto? Nonostante i traguardi raggiunti a livello locale, ne avete individuati altri, ancora più “ambiziosi”…

Sì: da cosa nasce cosa, del resto.
Il progetto, oltre che efficace, è risultato addirittura vincente: a gennaio 2018 ha rappresentato il Piemonte a Roma nell’ambito dell’iniziativa nazionale UNESCOEdu, e a maggio 2018, di nuovo a Roma, questa volta in occasione di Forum PA, ha vinto il premio speciale della Fondazione per la Scuola (Compagnia di San Paolo) nell’ambito del premio “Piemonte Innovazione” di ANCI Piemonte. Grazie a questo premio, ci siamo aggiudicati ben cinque notebook per implementare la nostra aula digitale.
Questo, grazie alle fondanti caratteristiche di sostenibilità e replicabilità, ha consentito al Comune di Baldissero Torinese di replicare il progetto dal 2018 in avanti, con nuove attività volte a diffondere la cultura e la filosofia MAB tra i giovani.

Quindi MAB’S AMBASSADOR non solo è un progetto che è andato a buon fine, ma rappresenta anche un modello da “esportare”?

Sì, e ne siamo particolarmente fieri!
Proprio l’Ente di gestione delle Aree Protette del Po Torinese, infatti, in virtù del successo del progetto, ha proposto ad altri due comuni del Parco ed appartenenti alla Riserva Collina Po, il modello sperimentato da Baldissero Torinese.
Il fine è quello di ampliare il numero di ragazzi che potranno utilizzare le ore previste dall’alternanza scuola lavoro per ragionare insieme su come armonizzare tra loro, nel rispetto reciproco, i concetti a volte antagonisti di tutela e valorizzazione delle ricchezze ambientali culturali di cui il territorio della riserva può vantarsi.
In particolare, l’Ente cercherà la collaborazione con altri due Comuni della Riserva e appartenenti al Parco per proporre gratuitamente una collaborazione formativa per i ragazzi delle scuole superiori volta alla consapevolezza delle potenzialità che il territorio può offrire visto anche in una visione più allargata di bene condiviso e riconosciuto al livello nazionale.

E quali sono le prospettive per il 2019?

Sono molto favorevoli, confido.
Mentre il lavoro di sinergia prosegue sui vari fronti – e si tratta di un lavoro certosino, ve lo assicuro – nel mese di giugno 2019 realizzeremo la terza edizione del progetto MAB’s AMBASSADOR.
Capitalizzando il lavoro prodotto nelle precedenti edizioni, cercheremo quest’anno – con l’aiuto indispensabile degli studenti – di creare un contenitore adatto a rappresentarlo e valorizzarlo al meglio.
Abbiamo pensato innanzitutto alla realizzazione di un blog come a uno strumento che ci consentirà di esprimere con diversi linguaggi (testi, immagini, video, interviste, musica, ecc.) quanto appreso sulla Riserva di Biosfera Collina Po.
Quello che vogliamo realizzare è insomma una sorta di “scrigno” capace da un lato di condividere il suo prezioso contenuto, e dall’altro di sollecitare nuovi modi per declinare i valori del programma MAB UNESCO. Questo, magari anche grazie al confronto con altre Riserve di Biosfera.
Trasmettere esperienza e conoscenza, infatti – e noi lo abbiamo testato in prima persona – può stimolare la curiosità e soprattutto la propositività dei cittadini, favorendo la coesione e l’inclusione sociale e supportando infine il Comune, quale ente pubblico più prossimo al cittadino, nel migliorare i servizi pubblici.
E poi, chissà, mai dire mai…

* * *

Grazie Paola.
Ci hai spiegato e fatto toccare con mano come valori a prima vista astratti – come abbiamo visto all’inizio del nostro contributo – si possono mettere insieme per generare una “ricchezza” culturale capace a sua volta di tradursi in valore concreto e condiviso, sia per i singoli che per il loro territorio.
In bocca al lupo allora!

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[highlight]Per saperne di più:[/highlight]


 

Sull’alternanza scuola lavoro

Sulla Riserva di Biosfera CollinaPo

Le attività svolte dal Comune di Baldissero Torinese per il progetto MAB’s AMBASSADOR

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Credits Immagini:
Immagine di copertina (rielaborata):

40564935, Stas Walenga
102296823, Roberto Atzeni
 


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Artexe e ForumPA: un webinar per capire come trasformare i Dati in decisioni strategiche per la Sanità.

Ottanta per cento: è questa la percentuale delle informazioni di carattere clinico gestita e archiviata come testo libero, e dunque informazione non strutturata, in sanità.

Esistono strumenti per estrarre e ricavare elementi di conoscenza necessari a migliorare l’utilizzo dei dati testuali? Un approccio data-driven consentirebbe, ad esempio, di valutare l’appropriatezza prescrittiva ed elaborare così informazioni utili per:

  • automatizzare i processi di cura,
  • ridurre i tempi e i costi dell’assistenza.

Non solo ciò andrebbe a vantaggio della struttura sanitaria ma garantirebbe anche:

  • equità di trattamento dei cittadini (con un contenimento delle liste di attesa),
  • rispetto dei pazienti circa i potenziali danni dovuti ad indagini inutili.


Come diffondere un tale approccio culturale, tecnologico e gestionale al dato, e quali le soluzioni disponibili? Se ne parlerà in un webinar specifico, organizzato da ForumPA in collaborazione con Artexe.
Un appuntamento pensato per un confronto e il dialogo sulle nuove frontiere dell’innovazione nel mondo della sanità, durante il quale Artexe proporrà le proprie soluzioni di Data Driven e, in particolare, la piattaforma Clinika.
 
La partecipazione è gratuita e per l’iscrizione potete cliccare qui. 

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ATTENZIONE: Prima di iscriversi si consiglia di verificare che il proprio computer sia settato nel modo corretto seguendo le indicazioni presenti a questo link
Prima di accedere all’evento ricordarsi di:

  • disattivare il blocco popup del proprio browser (internet explorer, firefox, chrome o altro);
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  • abilitare e aggiornare java e javascript effettuando eventualmente l’aggiornamento (qui trovate il download del pacchetto); 
  • chiudere altre applicazioni che utilizzano la tecnologia VOIP (ad es. skype).

Per ogni ulteriore informazione
info@forumpa.it; tel. 06684251


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Immagine di copertina rielaborata da: ID Immagine 58671506 (123rf), di aimage.
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6MEMES TRENDS Comunicazione extra specie Sharing Knowledge

Trarre informazioni dalla mappa (geografica) del mondo: da Sandokan ai giorni nostri. A cura di Giulio Destri.

INTRODUZIONE
Questo contributo di Giulio Destri è il primo di una mini-serie di tre articoli che il blog 6MEMES dedica a una delle più dense metafore sociali (e non solo) della Storia dell'Uomo: la cartografia o, in parole più semplici, la mappa geografica.
Eccezionale strumento di traduzione - e quindi semplificazione qualificata della compessità - la mappa da sempre, e al di là dell'apparente banalità del modello che rappresenta, è un'invenzione culturale e tecnologica che ci permette non solo di muoverci nei luoghi, ma di viverli e conoscerli a ragion veduta. Grazie quindi a Giulio per il suo primo contributo. Seguiranno quello di Anna Pompilio e infine di Natalia Robusti. Il tutto verrà infine rilasciato in forma di white paper rigorosamente Made in 6MEMES. Buona lettura!

 

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[/sf_iconbox]La mappa di tutti i giorni: il navigatore

[dropcap3]N[/dropcap3]ella intervista precedente abbiamo introdotto il concetto di modelli del mondo. In questo articolo tratteremo un modello particolare, usato da millenni, la mappa geografica, nelle sue varie forme, per capire quali informazioni, disponendo di conoscenze di geografia e geologia, si possono trarre dalla mappa stessa. E quindi, in base alle conoscenze presenti nel nostro “modello del mondo”, come possiamo integrare i “pochi” dati presenti in una mappa per estrarne una conoscenza di luoghi e regioni.
Molti di noi, ogni giorno, utilizzano Google Maps o sistemi analoghi. Nella versione “mappa semplice” le informazioni sono la strada da seguire con le sue direzioni, le altre strade con cui si incrocia e la presenza di corsi d’acqua e in alcuni casi di boschi, segnalati con i classici colori azzurro e verde. Queste informazioni sono sufficienti per lo scopo di guidare lungo la strada. E già la presenza di curve o addirittura di percorsi a zig zag sulla strada ci può dare, grazie alla nostra esperienza di guida o comunque di viaggi in auto, un’idea di quanto sia difficile per la guida il tratto di strada che dobbiamo affrontare.
Quella di seguito, ad esempio, è la mappa che individua l’area del Campus dell’Università di Parma.

Con la versione “satellite” possiamo anche vedere la vegetazione e le costruzioni e farci una idea del luogo anche se non ci siamo mai stati, come di seguito:

Su questa modalità possiamo cambiare l’angolazione, zoomare e (con alcune semplificazioni dei particolari) volare virtualmente sopra il luogo. Mentre invece, con la modalità dall’alto – incorporata di seguito – possiamo farci un’idea simil-tridimensionale della stessa zona.

Infine possiamo inserire la funzione di Street View e visitare virtualmente il luogo di interesse, esattamente come se fossimo lì a livello della strada. E, ad esempio, studiare dove parcheggiare l’auto prima di recarci in un luogo per la prima volta.

In ognuna di queste differenti modalità, nonostante  l’area “reale” sia la medesima,  le informazioni che noi possiamo raccogliere sono diverse, o meglio: lo sono i rispettivi modelli e anche gli scopi per cui usiamo le varie informazioni.
Nel primo caso ci interessa esclusivamente il percorso e come guidare in esso. Nel secondo caso i dettagli del percorso mentre nel terzo e nel quarto stiamo cercando i dettagli del luogo, nella visone “dall’alto” e/o nella visione a “livello strada”.
Queste sono però modalità che sono diventate disponibili a tutti solo negli ultimi anni e con lo strumento Google Maps. Per secoli le mappe sono state statiche e non interattive. Rovesciando quindi il punto di vista, data una mappa “tradizionale”, che informazioni possiamo trarre da essa?

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[/sf_iconbox]Il mappamondo e la carta geografica

In particolare, data una carta geografica (o l’intero mappamondo o planisfero) fisico, con la “classica” rappresentazione del mare azzurro con le tonalità che indicano la profondità, e della terraferma verde nelle pianure e marrone via via che l’altitudine della zona geografica rappresentata sale, che tipo di informazione è possibile trarre? Supponiamo inoltre che non siano rappresentate strade e le città siano indicate solo con un simbolo ed il nome, quindi una mappa molto succinta come contenuti.
Apparentemente l’unica informazione ottenibile sembra quella delle forma delle coste e, approssimata, quella delle catene montuose (e, se riportati, quella dei fondali marini). Ed effettivamente questa è l’informazione codificata nella mappa attraverso il codice dei colori. Ma che succede se applichiamo le conoscenze di geografia generale e di geologia che abbiamo appreso a scuola (o che dovremmo avere appreso a scuola) e integriamo queste informazioni?
Italia
Intanto dalle indicazioni di meridiani e paralleli o dalla posizione sul mappamondo siamo in grado di capire la distanza da polo ed equatore e quindi di ipotizzare il clima della zona.
Ad esempio, l’Italia settentrionale è attraversata dal 45° parallelo, si trova a metà fra polo ed equatore e quindi dovrebbe avere clima temperato. Poi in base alla lontananza dal mare della particolare regione che stiamo considerando, o alla presenza di grandi laghi, possiamo stabilire se la regione ha un clima continentale con escursioni termiche abbastanza ampie fra estate ed inverno (e, in alcuni casi, anche fra giorno e notte) oppure gode dell’effetto temperante dell’acqua.
L’altitudine ci dirà poi ulteriori indicazioni sulla temperatura media e sull’umidità media. Ad esempio, in una torrida estate padana, il clima sul lago di Garda o sulle colline parmensi è completamente diverso da quello che si ha nella “bassa” lungo il corso del fiume Po. E poi supponendo di avere anche un planisfero fisico o un mappamondo fisico, spostiamo il punto di vista alla collocazione globale della regione che stiamo considerando.
La presenza di catene montuose ampie verso nord o verso sud ci da ulteriori informazioni sul clima: alte montagne verso il polo possono proteggere dai venti freddi. Ad esempio, a parità di latitudine con il nord Italia, le zone interne degli USA sono molto più esposte ai venti freddi provenienti dal polo, non essendoci montagne in mezzo, e quindi molto più frequentemente le temperature possono scendere a parecchi gradi sotto lo zero.
E ora facciamo intervenire la geologia: montagne alte come Himalaya, Alpi, gli stessi Appennini significano che ci sono faglie recenti nel sottosuolo, ossia che la regione che stiamo considerando è geologicamente molto attiva e quindi soggetta a sismi.
A maggior ragione, la presenza di montagne coniche indica la probabile presenza di vulcani attivi o comunque attivi in epoche recenti. Infine, considerando la profondità dei mari, la presenza di fosse (come ad esempio quella delle isole Marianne) indica la presenza di subsidenza legata al fenomeno geologico della deriva dei continenti. Tale coincidenza di evenienze qualifica la regione in questione come sismica e vulcanica, come avviene nella cosiddetta “cintura di fuoco” dell’Oceano Pacifico.

[sf_iconbox image=”fa-flag-o” character=”” color=”standard” type=”standard” title=”” animation=”none” animation_delay=”200″ link=”” target=”_self”]
[/sf_iconbox]La geografia e l’uomo

Gli umani “tecnologici” si sono quasi disabituati a tali riflessioni, ma la geografia (e la geologia) hanno condizionato in maniera decisiva  lo sviluppo delle società umane nel corso della storia.

Innanzitutto , la presenza di pianure e di fiumi dovrebbe favorire l’agricoltura e rendere una determinata regione più adatta a produrre cibo.
Le prime civiltà stanziali sono nate intorno ai grandi fiumi in medio oriente, Egitto e Cina. Le regioni dell’Italia centrale o delle Alpi hanno un’agricoltura molto diversa e meno produttiva rispetto alla Pianura Padana.
La presenza di golfi, baie, insenature, estuari favorisce la realizzazione di porti e quindi il commercio marittimo. I maggiori porti del mondo si trovano quasi tutti in locazioni geografiche di questo tipo.
Una terra geologicamente molto attiva è inoltre più recente di altre (sulla scala di decine e centinaia di milioni di anni) e quindi tipicamente contiene nel suo sottosuolo molte meno materie prime di una terra più antica. Ed ecco ad esempio che l’Italia, geologicamente molto recente, non ha se non in minima parte al suo interno materie prime come il carbone, il ferro, il rame.
[bctt tweet=”Un grande scrittore del XIX secolo, Emilio Salgari, partendo solo dalle carte geografiche e dalle descrizioni etnografiche dei viaggiatori, seppe costruire mondi interi…” username=”MapsGroup”]
Un grande scrittore del XIX secolo, Emilio Salgari, partendo solo dalle carte geografiche e dalle descrizioni etnografiche dei viaggiatori del suo tempo, seppe costruire mondi interi con saghe e personaggi diventati patrimonio della letteratura dei ragazzi, come ad esempio Sandokan, adattando ove necessario la geografia reale alle sue esigenze di scrittore.
Ad esempio, nel romanzo “Sandokan alla riscossa” il monte Kinabalu, nel Borneo malese, viene abbassato di quota rispetto al reale per permettere a Sandokan e ai suoi combattenti di raggiungerne la cima in poche ore (si veda [1] per ulteriori esempi di queste modifiche), mentre nel romanzo “Attraverso l’Atlantico in pallone” Salgari fa sfoggio di conoscenze geografiche (si veda [2] con la efficace descrizione del Banco di Terranova).
Ed ora che abbiamo ottenuto una chiave di lettura della cartina geografica in termini “geo-sociali”, applichiamola ad un paese molto noto, per confrontare cosa ci dice la cartina con quello che conosciamo di quel paese.

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[/sf_iconbox]Un esempio di lettura geo-sociale: il caso Giappone

Analizziamo quindi il Giappone, partendo dalla cartina fisica che rappresenta l’arcipelago di isole che formano quella nazione.
Si tratta di isole, non molto distanti dal continente asiatico, con coste abbastanza frastagliate e la presenza di grandi montagne. Le montagne occupano buona parte delle isole. La presenza della faglia del Pacifico ad est conferma il fatto che il Giappone sia una terra molto sismica. E quindi il Giappone non ha tante risorse minerali come possono avere altri paesi dell’Asia.
Giappone
Le isole e le coste frastagliate indicano che la pesca e la navigazione devono essere presenti nella società giapponese. E, in effetti, i giapponesi hanno grandi flotte di pescherecci e una tradizione secolare di commerci con i loro vicini.
E oggi la potenza economica giapponese è basata sulle aziende manifatturiere, che trasformano materie prime in maggior parte importate.
Nella prima parte del XX secolo il paese ha avuto una forte espansione commerciale e militare in Asia alla ricerca di materie prime con cui produrre i beni. Dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale il Giappone ha impegnato nella ricostruzione industriale le energie prima spese nell’esercito ed è diventato uno dei primi paesi al mondo nella produzione di beni anche ad alta tecnologia. I grandi gruppi industriali giapponesi sono fra i primi al mondo.

[sf_iconbox image=”ss-zoomin” character=”” color=”standard” type=”standard” title=”” animation=”none” animation_delay=”200″ link=”” target=”_self”]
[/sf_iconbox]La lezione della carta geografica

Cosa possiamo dedurre, da tutto ciò? Che se la carta geografica, necessariamente, ci presenta un insieme limitato di informazioni, integrandola con altre informazioni che abbiamo comunque disponibili (attraverso il processo deduttivo), possiamo comprendere molte cose e ottenere un contenuto informativo assai superiore.
La carta geografica, dunque, ci permette di realizzare un processo di costruzione di informazione e conoscenza a partire da “pochi dati”.
Tale categoria di processi è di importanza fondamentale in numerosi settori oggi assai più “frequentati” rispetto alla cartografia: dalla Business Analysis alla Business Intelligence rappresenza anzi uno strumento di lavoro tipico dei Data Scientist.
[bctt tweet=”La carta geografica ci permette di realizzare un processo di costruzione di informazione e conoscenza a partire da “pochi dati”.” username=”MapsGroup”]
E’ anche un esempio di riconoscimento di schemi o “Pattern Recognition”, capacità che, grazie al Machine Learning, sta diventando comune in molte applicazioni che definiamo “intelligenti” come i riconoscitori vocali degli assistenti con cui dialoghiamo sui nostri smartphone.
Applicando il processo alla rovescia, si costruiscono “mappe” riassuntive che attraverso “pochi dati” comunicano informazioni fondamentali sull’andamento dell’azienda.
Per esempio, i cruscotti aziendali possono essere letti “in fretta” dai dirigenti destinatari che, sulla base delle informazioni e della conoscenza da essi tratta, devono prendere con saggezza le decisioni importanti per il futuro dell’azienda stessa.
E qui mi fermo, perché l’argomento potrebbe riguardare “continenti” interi dell’innovazione. E passo la palla – pardon – la tastiera – ad Anna Pompilio.
 
[highlight]Per approfondimenti:[/highlight]


Bibliografia
[1] G. Raiola – Sandokan Mito e Realtà – Ed. Mediterranee
[2] E. Salgari – Attraverso l’Atlantico in Pallone
[/boxed_content]
 


Credits Immagini:
Copertina (rielaborata):
ID: 58016285, di Peerajit Ditta-in
ID: 65820318, di Dmitry Rukhlenko
ID: 107812667, di Kheng Ho Toh
Cartine (ridotte):
ID: 64787795, di Bogdan Serban
ID: 66434478, di dikobrazik
 


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Cybersecurity Act, è legge. E Maps parteciperà a un progetto di Ricerca in materia di sicurezza

Nel dicembre 2018, il Parlamento Europeo, il Consiglio e la Commissione europea raggiunsero un accordo politico per una legge sulla cybersecurity, la quale rafforzava il mandato dell’Agenzia europea per le reti, l’informazione e la sicurezza (European Union Agency for Network and Information and Security, ENISA).

Lo scopo principale era sostenere meglio gli Stati membri nell’affrontare le minacce e gli attacchi alla sicurezza informatica. La legge istituiva inoltre un quadro comunitario per la certificazione di sicurezza informatica, in modo da rafforzare l’affidabilità dei servizi online e dei devices.

Il 12 marzo 2019, la legge, nota come Cybersecurity Act, è stata finalmente approvata.

Cosa propone la legge.

Già proposto nel 2017 come parte di un’ampia serie di misure per affrontare i cyberattacchi e costruire una sicurezza informatica nell’UE, il Cybersecurity Act include:

  • un mandato permanente per l’ENISA;
  • un ruolo maggiore all’ENISA nella cooperazione e nel coordinamento a livello dell’Unione, per aiutare gli Stati membri a rispondere efficacemente agli attacchi informatici.

Inoltre, l’ENISA sarà un centro indipendente di competenze che contribuirà a promuovere un elevato livello di sensibilizzazione dei cittadini e delle imprese e ma anche assistere le istituzioni dell’UE e gli Stati membri nell’elaborazione e nell’attuazione delle politiche di sicurezza informatica.
Si tratta di uno sviluppo innovativo, in quanto è la prima legge sul mercato interno che:

  • raccoglie la sfida di migliorare la sicurezza dei prodotti connessi, processi e servizi, dell’IoT e delle infrastrutture critiche attraverso specifici quadri di certificazione;
  • si propone di incorporare norme di sicurezza già nelle prime fasi della progettazione tecnica e dello sviluppo di prodotti connessi, processi e servizi legati alle rete.
  • consente agli utenti di accertare il livello di garanzia della sicurezza e garantisce che tali caratteristiche di sicurezza siano verificate in modo indipendente.

Vantaggi per i cittadini e le imprese

Le nuove regole aiuteranno le persone a fidarsi dei dispositivi che usano ogni giorno perché potranno scegliere tra prodotti, come i dispositivi di Internet of Things, garantiti cyber sicuri.
Le norme saranno uniche per la certificazione di cybersecurity. Questo:

  • porterà a un notevole risparmio di costi per le imprese, in particolare per le PMI che, altrimenti, avrebbero dovuto richiedere diversi certificati in diversi paesi;
  • eliminerà i potenziali ostacoli all’ingresso nel mercato;
  • incentiverà le aziende a investire nella sicurezza informatica dei loro prodotti e a trasformare questo in un vantaggio competitivo.

MAPS e la sicurezza informatica

MAPS, nella sua costante ricerca di innovazione, parteciperà al progetto di Ricerca e Sviluppo in materia di “Cyber Security delle infrastrutture critiche”, parzialmente finanziato dalla Regione Liguria con fondi del FESR.
Il progetto, al quale parteciperanno altre aziende, ha proprio lo scopo di garantire maggiore sicurezza nei sistemi di controllo industriale e di telecontrollo, coerentemente con lo sviluppo del paradigma di Industria 4.0. e le nuove disposizioni comunitarie.
Si cercherà di realizzare tale obiettivo progettando una soluzione software per l’automazione del monitoraggio della sicurezza delle infrastrutture, tesa a raggiungere i seguenti risultati:

  • monitoraggio delle infrastrutture critiche in relazione agli aspetti di sicurezza informatica;
  • valutazione delle vulnerabilità e del rischio ambientale connesso ad eventuali attacchi informatici e identificazione di contromisure.

Maps Group, molto più di un semplice software solution provider: è un gruppo che, dalla complessità dei Dati, propone visioni concrete del futuro.

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Immagine di copertina, ID Immagine 60776739; Photo by Leo Wolfert
I° immagine. Photo by Markus Spiske on Unsplash

 
 

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6MEMES TRENDS Sharing Knowledge

Sempre più in alto… le vette di 6memes! Primi classificati sui social da novembre 2018 a gennaio 2019.

[dropcap3]È[/dropcap3] sempre con una certa curiosità che, noi di 6MEMES, stiliamo la classifica trimestrale dei post più seguiti del blog, quelli che hanno cioè conquistato un posto speciale nel cuore – ma anche nel cervello – dei nostri lettori. Alti e bassi del cibo italiano. Monitoraggio 2018. Sara DI Paolo.
Questa classifica, la prima del nuovo anno, riguarda gli articoli pubblicati dal mese di novembre 2018 a quello di gennaio 2019  e porta con sé molte conferme e una sorpresa. Le conferme riguardano l’appeal del tema del gusto, premiato non una, ma due volte.
Le artefici della doppietta?
La mano (e i numeri) di Sara Di Paolo, che con il suo monitoraggio sugli alti bassi del cibo si aggiudica il primo, pazzo posto su Twitter, con l’articolo Freaking out: tutti pazzi per il cibo italiano! E il primato non porta con sé solo un’esplosione di gusto, ma anche di numeri, con oltre 9.000 visualizzazioni.
Cosa ci ha raccontato, la nostra viaggiatrice tra i buzz? Di oltre 15.000 menzioni (tra web, social e press) con una media di 160 al giorno, di cui metà in italiano e metà in inglese. Il “picco” più alto è stato quello del 4 di agosto in occasione della Notte Bianca del Cibo Italiano.
Il meglio di 6MEMESMa è stato anche il “gusto” dei lettori di 6MEMES per i dati e la cultura a braccetto, ad essere premiato: è stato infatti proprio l’articolo estivo della nostra rassegna trimestrale – roba per palati fini – ad aggiudicarsi il secondo posto sulla piattaforma più volatile dei social.
Twitter ha celebrato infine un altro vincitore, pardon, vincitrice: è Anna Pompilio, che svetta al terzo posto con un post dall’aspetto mica tanto leggero: La conoscenza come strategia per il cambiamento. White Paper di Anna Pompilio per #6MEMES.
Di cosa ci parla, Anna, in un articolo che ha macinato ottimi numeri anche su Facebook? Seguiamo il suo filo conduttore, che avanza spedito lungo tutto il quaderno:

“Abbiamo tutti – chi più e chi meno – timore del cambiamento. Di cambiare casa, amici, città. Ma anche collaboratori, fornitori, metodo di lavoro, strumenti d’uso… e chi più ne ha più ne metta”. Si chiama – ci parlando difficile – neofobia. E non necessariamente è un disvalore.”

Poi, nel suo prezioso argomentare, Anna ci spiega come quando e perché non dobbiamo avere paura del nuovo, ma invece ammiccare ad esso e farci condurre per mano sia nel nostro presente che nel nostro futuro…
I numeri e le classifiche su Facebook e Linkedin cambiano un po’ – come al solito – se distogliamo lo sguardo da Twitter.
In entrambi i social viene messo in primo piano uno dei temi più delicati tra quelli che abbiamo affrontato sul blog, quello sul Ponte Morandi, un post scritto in punta di penna da Sara Di Paolo che ci guida nelle conversazioni che hanno riguardato questo tristissimo evento.
Il ponte siamo noi. Di sara Di Paolo.A quattro mesi dalla tragedia che ha colpito Genova, il suo monitoraggio – realizzato da Maps Group e Words tramite la piattaforma Webdistilled – ha analizzato l’impatto che il crollo del ponte Morandi ha avuto a livello nazionale e internazionale in termini di comunicazione e immagine della città e dell’Italia intera.
Su Linkedin la classifica prende anche un’altra strada, quella del CANTO e del CONTO, con Leggerezza e gravità della comunicazione, il white paper di Natalia Robusti che, partendo dal tema calviniano della Leggerezza sino a quello della Coerenza.
E, con questo contributo, arriva prima su Linkedin, proponendo un filo conduttore tra la materia più classica del pensiero, espressa attraverso la poesia, e la materia più recente dell’innovazione, rappresentata da big data e algoritmi.
Il tutto passando attraverso un continuum espressivo, quello della comunicazione intesa come ponte levatoio che può unire, ma anche dividere ulteriormente, versanti diversi e a volte culturalmente opposti della conoscenza dell’uomo.White Paper dal Canto al Conto. Natalia Robusti per 6MEMES.
Ed è sempre Linkedin a premiare un altro autore di primo piano del Blog: Giulio Destri, che ci parla, nel suo white paper, di Servizi IT al lavoro: dal concetto di Prodotto a quello di Servizio, passando in primo luogo dalle “persone”. White Paper di Giulio Destri.
In questo nuovo quaderno il focus è sulla trasformazione in atto dal concetto di ‘prodotto’ a quello di ‘servizio’, cambiamento reso possibile dalle attuali tecnologie che veicolano ogni merce e – più in generale – ogni informazione di valore attraverso veri propri flussi di dati.
Che altro aggiungere?
Che dalle vette dei monti invernali ci apprestiamo a discendere verso il clima più mite delle colline primaverili del nostro blog. Con molte novità all’orizzonte, vi avvisiamo. Quindi: non smettete di camminare con il naso all’insù!

 
CREDITS


Credits Immagine di copertina (rielaborata):
ID: 34219093 di Olga Zakharova.
Per le immagini dei vari articoli citati, si rimanda ai credits dei singoli post.
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Maps News News

MAPS, ABB e Leonardo: svilupperanno un progetto di Cybersecurity per le infrastrutture critiche.

Parma, 12 marzo 2019

MAPS (MAPS:IM), PMI Innovativa quotata su AIM Italia attiva nel settore della digital transformation, comunica la partecipazione insieme ad altre primarie società, riunite in un’Associazione Temporanea di Scopo, al progetto di Ricerca e Sviluppo in materia di “Cyber Security delle infrastrutture critiche”, parzialmente finanziato dalla Regione Liguria con fondi del FESR.

Al consorzio partecipano, tra gli altri, ABB S.p.A. (Mandataria), Leonardo S.p.A., CETENA S.p.A., SEASTEMA S.p.A., etc..
Il progetto, che avrà una durata di 24 mesi, nasce dalla necessità di maggiore sicurezza nei sistemi di controllo industriale e di telecontrollo che è cresciuta costantemente negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda la protezione delle infrastrutture critiche nazionali, coerentemente con lo sviluppo del paradigma di Industria 4.0.
In particolare, è prevista la realizzazione di applicazioni pilota nell’ambito delle seguenti infrastrutture critiche:

  • la Smart Polygeneration Microgrid (SPM) presso il campus universitario di Savona dell’Università di Genova e,
  • lo Ship Management System (nella sua componente di Power Management).

L’obiettivo del progetto è realizzare una soluzione software per l’automazione del monitoraggio della sicurezza delle infrastrutture critiche ed è teso a raggiungere i seguenti risultati:

  • monitoraggio delle infrastrutture critiche in relazione agli aspetti di sicurezza informatica;
  • valutazione delle vulnerabilità e test di penetrazione nel sistema di controllo dell’infrastruttura;
  • valutazione del rischio ambientale connesso ad eventuali attacchi informatici;
  • studio della resilienza dell’impianto in relazione agli aspetti di sicurezza informatica;
  • identificazione di contromisure.

Maurizio Pontremoli, Amministratore Delegato della Società ha dichiarato:

“In questo scenario, la mancanza di adeguati strumenti per la sicurezza rischia di diventare un fattore frenante allo sviluppo, in quanto l’apertura delle infrastrutture critiche all’interazione con elementi esterni (per esempio tramite reti informatiche) amplifica il pericolo di attacchi e di violazioni della sicurezza. La soluzione sarà adattata a contesti operativi diversi ed eterogenei, in quanto il sistema di monitoraggio è in grado di interfacciarsi e gestire tutti gli elementi tipici di un sistema cyber-fisico”.

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Codici identificativi

Le azioni sono identificate con il codice ISIN IT0005364929 in quanto danno diritto a ricevere, a fronte del possesso ininterrotto di 7 giorni dalla data di inizio delle negoziazioni (i.e. 15 marzo 2019) (il “Termine”), n. 1 warrant ogni n. 4 azioni. Qualora le azioni siano oggetto di trasferimento prima del Termine, assumeranno il codice ISIN IT0005364333. Decorso il Termine, tutte le azioni saranno identificate con il codice ISIN IT000536433.
Codice ISIN I warrant: IT0005364325
TICKER: MAPS
BLOOMBERG: MAPS.MI

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GRUPPO MAPS

Fondata nel 2002, MAPS è una PMI Innovativa attiva nel settore della digital transformation. Con sede a Parma e 170 dipendenti, produce e distribuisce software per l’analisi dei big data che consentono alle aziende clienti di gestire e analizzare grandi quantità di dati e di informazioni, aiutandole nell’assunzione delle proprie decisioni strategiche e operative e nella definizione di nuovi modelli di business. Opera in un contesto caratterizzato da un elevato potenziale di crescita: il mercato mondiale delle tecnologie per la digital transformation ha raggiunto nel 2018 la dimensione di 1.300 miliardi di dollari; nel 2020 si stima un mercato di 2.100 miliardi di dollari (CAGR 2018–2020 pari a circa +20%).
MAPS opera attraverso 3 business unit (Large Enterprise, Healthcare Industry, Gzoom) e ha un portafoglio di oltre 180 Clienti altamente fidelizzati appartenenti a differenti settori: Servizi, Sanità, Industria e PPAA. Attraverso la linea d’offerta Patient Journey, si posiziona come leader nel settore dell’accoglienza dei pazienti nelle strutture sanitarie, presidiando il mercato con oltre 600 installazioni, che gestiscono una popolazione di oltre 17 milioni di pazienti a livello nazionale. Il Gruppo investe costantemente in R&D: negli ultimi 5 anni ha complessivamente destinato all’innovazione Euro 3,5 milioni. La divisione Research & Solutions, costituita nel 2016, include 12 risorse altamente qualificate ed è responsabile dell’individuazione dei bisogni informativi del mercato e dello sviluppo di software ad hoc per i Clienti.
Il Gruppo chiude il 2018 con ricavi consolidati pari a Euro 16,7 milioni e un EBITDA pari a Euro 3,6 milioni (EBITDA margin pari a circa il22%). Negli ultimi 5 anni MAPS ha raddoppiato i ricavi e decuplicato l’EBITDA. La società è caratterizzata da elevati livelli di recurring revenues e cash conversion. Alla crescita organica del Gruppo si è affiancata un’importante attività di M&A, con l’acquisizione di IG Consulting (2011) e Artexe (2018).
Comunicato disponibile su emarketstorage e su MAPS Group

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Maps News News

Dal Brand al Sito, l'evoluzione di Artexe: stile, logo e contenuti nuovi per comunicare l'Azienda.

Patient Journey Solutions – sistemi digitali smart che migliorano i servizi e l’efficienza delle strutture sanitarie – e Data Driven Decisions – acquisizione e interpretazione dei dati anche non strutturati per migliorare la clinical governancesono i due mondi Artexe al centro di un’evoluzione comunicativa e di impatto estetico pensati per guardare al futuro.

Dopo la fusione tra Artexe e il gruppo Maps, recentemente quotato all’AIM, la grafica del marchio Artexe si è avvicinata allo stile Maps Group per indicare la compattezza del gruppo e l’obiettivo comune di una continua crescita nell’e-health. Al nuovo brand si affianca il nuovo portale www.artexe.com, dove l’aggiornamento estetico corrisponde all’evoluzione tecnica, che viene esaltata con una selezione d’immagini evocative dell’ambiente ospedaliero vissuto con approccio digital.

Il patrimonio di conoscenze nella gestione digitale delle informazioni ora è ancora più grande e l’offerta di soluzioni all’avanguardia per la governance e l’ottimizzazione delle risorse si allarga anche ai mercati esteri. I servizi sono sempre più numerosi e l’assistenza più pronta. Il pay-off scelto per indicare questa accelerazione è Healthcare Digital Architects: Artexe si presenta così come una grande squadra di progettisti e costruttori di soluzioni avanzate.

Oltre al restyling grafico, il nuovo sito – moderno e funzionale – si presenta con una ricchezza d’informazioni più ampia, con spiegazioni dettagliate sulla capacità di sfruttare i dati non strutturati, sulle soluzioni per ogni ambito clinico e i servizi, sui metodi di lavoro collaborativi che puntano all’integrazione dei sistemi, sulla capacità di fornire software specifici o complessi sistemi da cucire su misura per ogni struttura sanitaria.

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6MEMES TRENDS Data Complexity & Big Data Data Driven

Innovazione, non rivoluzione. Parliamo di Data Driven e luoghi comuni passando da Magritte. Di Anna Pompilio.

Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.

Arthur C. Clarke

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[/sf_iconbox]Perché un pittore Belga in questa rubrica?

Quando, nel 1933, dipinge la “Magia nera“, Magritte è già ben cosciente dei suoi mezzi di artista. Rientrato a Bruxelles, dopo un soggiorno a Parigi dove ha aderito con convinzione al Surrealismo, si è stabilito, con l’inseparabile moglie Georgette, al pianterreno di una casetta di periferia. Per vivere disegna manifesti pubblicitari in un atelier che si è costruito in giardino. I suoi quadri, invece, li dipinge a un cavalletto, piazzato vicino alla porta che dà sul cortile. Per le riunioni con il gruppo dei surrealisti belgi c’è appena un tavolo tra la cucina e il salotto dipinto d’azzurro, dove Georgette suona il piano, mentre dall’attaccapanni dell’ingresso è appesa l’immancabile bombetta.”

[dropcap3]L[/dropcap3]eggevo ultimamente in un’intervista alla scrittrice polacca Olga Tocarczuck:la letteratura è una forma di resistenza, perché nemica di ogni idioma che tenti di rendere l’universo semplificato e uniforme, a scapito delle contraddizioni e delle identità multiple e polimorfe” e riflettevo su quanto il tema “il mio è un atto politico” oppure analogamente “è una forma di resistenza” sia ricorrente nelle esternazioni degli artisti – siano essi pittori, scrittori, intellettuali. Ci sono poi artisti – pittori, scrittori, intellettuali – che rafforzano l’atto politico della loro opera con la loro stessa esistenza: con le azioni e le piccole gesta quotidiane. Magritte, io credo, è uno di questi: si è convinto che, solo immergendosi fino in fondo entro gli schemi, sarà libero di scardinare, dall’interno, tutte le convenzioni.
Magritte sceglie dunque di scardinare i luoghi comuni con il grimaldello e per questo si candida a diventare il manifesto di questa rubrica.
Scardinare (con o senza grimaldello) i modelli ricorrenti e convenzionali dovrebbe essere l’urgenza della cultura dominante, del tessuto economico, della cultura aziendale e di chi vuole seriamente occuparsi di innovazione: che non vuol dire digitalizzare (parola ormai abusata e spesso svuotata di senso) o rifare in formato elettronico quello che si faceva prima con il cartaceo ma approfittare delle tecnologie disponibili per ripensare i processi in modo sostenibile, tenendo conto del contesto, dell’esperienza, delle mancanze ma anche delle cose buone fatte fino a quel momento, senza ricominciare da zero ad ogni cambio dell’organigramma o del contratto di fornitura ma trasformando il cambiamento in opportunità di crescita continua per tutti.
[bctt tweet=”All’interno di un circuito virtuoso di innovazione, il riciclo delle buone pratiche va di pari passo con la ricerca di rinnovamento.” username=”MapsGroup”]
Il riciclo delle buone pratiche deve andare di pari passo con la ricerca di rinnovamento. La tecnologia DEVE cambiare il modo di lavorare ma la perdita di memoria all’interno dell’organizzazione non aiuta, così come l’incapacità di tener conto dei molteplici punti di vista: “il mondo è troppo complesso per essere racchiuso in un’unica narrazione”.
Innovare è quel lavoro da fare ogni giorno, con partecipazione, con costanza, senza sbandieratori e senza rivoluzioni (anche perché la rivoluzione è cosa da giovani e il nostro si sa, è un paese di non proprio giovanissimi ;-)).

[sf_iconbox image=”ss-lightbulb” character=”” color=”standard” type=”standard” title=”” animation=”none” animation_delay=”200″ link=”” target=”_self”]
[/sf_iconbox]Il peso della maturità: la margarina, i processi e l’anagrafica aziendale

Rimanendo in tema di innovazione sostenibile cosa succede in un Paese dove la popolazione con più di 60 anni supera gli under 30? A dar retta al chimico francese Michel Eugène Chevreul e a quello che si legge in internet l’innovazione non è questione anagrafica, anzi. Per cui superati gli anta, se abbiamo un po’ di chimica nel sangue contribuiamo a inventare la margarina, se invece siamo sommersi di carta proviamo a innovare i processi, a rincorrere l’interoperabilità, l’integrazione, il data driven.
La questione anagrafica se così si può sintetizzare ha una duplice chiave di lettura: da un lato c’ è la media anagrafica dei collaboratori ma qui le considerazioni lungi dall’essere generalizzate possono solo riferirsi alla singola realtà: un conto è una start up che sviluppa videogiochi, un conto è una società di ingegneria dei trasporti che esiste da qualche decennio.
La seconda riguarda invece il ciclo di vita dell’azienda: una realtà presente sul mercato da illo tempore ha al suo attivo un background di procedure, standard, adempimenti in qualità, dati, processi di integrazione, carta nei cassetti e armadi pieni di faldoni – ma anche banalmente partite contabili ancora da ammortizzare, privilegi da preservare – ecc. che si sono sedimentati nel tempo e qui l’innovazione deve essere per forza pesata: una “rivoluzione” che spazza via il passato come una bomba di antica memoria lascia macerie da smaltire e rischia di essere francamente insostenibile.
[bctt tweet=”La rapidità di innovazione e il contesto globale apre orizzonti di senso che non sono gestiti e non sono molte le persone in possesso degli strumenti critici necessari per rispondevi culturalmente…” username=”MapsGroup”]
Perseguire nel pregiudizio romantico dell’innovazione come punto di “rottura” violenta con il passato – affidata a generazioni spesso (tecnicamente) inconsapevoli da un management che ha difficoltà a silenziare le notifiche del cellulare – senza tener conto del pregresso, del contesto attuale e dei rapporti spesso conflittuali tra le persone, delle inevitabili lotte intestine, dei divari di competenze e senza gestire il cambiamento non può che condurre al fallimento. La rapidità di innovazione e il contesto globale apre orizzonti di senso che non sono gestiti e non sono molte le persone in possesso degli strumenti critici necessari per rispondere culturalmente alla complessità o provare a ridurla senza per questo banalizzarla.
(Per inciso la storia di Michel Eugène è affascinante: nella prima parte della sua vita contribuisce all’ invenzione della margarina, a cinquant’anni pubblica studi sulla luce e sul colore che influenzeranno i pittori divisionisti, dopo i novanta diventa uno dei pionieri di una nuova disciplina – la gerontologia – e pubblica il suo ultimo libro a centodue anni. Il suo nome è scritto sulla torre Eiffel. Tra l’altro la margarina a mio avviso fa molto Belgio e Magritte, il che è surreale considerando che i belgi (come i francesi del resto) preferiscono sicuramente il burro…:-)).

[sf_iconbox image=”ss-usergroup” character=”” color=”standard” type=”standard” title=”” animation=”none” animation_delay=”200″ link=”” target=”_self”]
[/sf_iconbox]Di anagrafica in anagrafica: il lato umano del dato

Quello che tipicamente si tenta di fare oggi a partire dal patrimonio aziendale dei dati è la loro elaborazione attraverso piattaforme innovative e integrate basate sull’utilizzo condiviso (cloud collaboration) di basi dati di formati diversi ed eterogenei (dati cartografici, anagrafici, catastali, immagini georeferenziate ecc.).
C’è tuttavia un prerequisito da tenere a mente ai fini di una corretta gestione del dato aziendale: per essere a disposizione di tutti deve essere prima di proprietà di qualcuno. Mi spiego meglio: il dato da aggregare deve essere responsabilità in primis di chi lo inserisce e aggiorna su uno o più sistemi (solitamente in una anagrafica, per restare in tema) da cui tutti gli altri attingono. Attenzione: non c’è nulla di innovativo in tutto questo, succede da anni.
Succede anche (da anni) che chi ha la responsabilità di quel dato non sempre ha l’opportunità di aggiornarlo tempestivamente per cui si creano situazioni in cui non è possibile ad esempio rilasciare un’autorizzazione per un lavoro in cantiere perché non è stato aggiornato sui sistemi aziendali il codice fiscale dell’impresa esecutrice (invento, ma mica tanto). In questo scenario ci saranno ritardi nel chiudere l’attività, nel gestire l’avanzamento fisico e contabile, l’impresa esecutrice non riceverà il pagamento tempestivo delle fatture, dovrà ricorrere al credito e tutto questo come minimo finirà per erodere le risorse destinate agli investimenti in innovazione.
Succede dicevo da anni, ma oggi c’è un altro tipo di incognita di cui tener conto: il timore della risonanza del dato, intendendo per risonanza quanta visibilità ha il dato in azienda e quanti potrebbero puntare il dito verso il responsabile dell’aggiornamento per la propagazione di un’informazione errata.
[bctt tweet=”Quello che tipicamente si tenta di fare oggi a partire dal patrimonio aziendale dei dati è la loro elaborazione attraverso piattaforme innovative e integrate basate sull’utilizzo condiviso di basi dati di formati diversi ed eterogenei. ” username=”MapsGroup”]
Se per errore raddoppio l’importo di una commessa e questo nuovo importo si diffonde rapidamente su tutti i sistemi, chiunque lo utilizzi sarà portato, a cascata, ad aggiungere altri errori al primo con una sorta di effetto domino che potrebbe essere drammatico se utilizzato da sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale, qualora non dovessero essere in grado di accorgersi immediatamente dell’incoerenza. Oltretutto se un tempo la questione poteva essere risolta all’interno, oggi il colloquio continuo e la trasmissione verso banche dati di soggetti esterni – enti pubblici, pubblica amministrazione, forze dell’ordine, prefetture, … – aggiunge un ulteriore livello di complessità.
Le incognite quindi sono molteplici: come e dove far aggiornare tempestivamente un dato distribuito? Come si supera la ritrosia di chi pensa che il male minore sia il mancato aggiornamento piuttosto che il rischio di errore o imprecisione? O che si tratti sempre e comunque di una inutile perdita di tempo: il dato è mio e se l’azienda lo vuole mi convinca a “cederlo”.
La risposta a questi e mille altri quesiti quella sì, dovrebbe essere basata sulla capacità di immaginare nuovi mondi possibili, di uscire dalla logica degli “standard” (standard grafici, standard di sviluppo, ecc.) e di creare un substrato (software) che si auto alimenta e arricchisce grazie all’utilizzo di piattaforme diverse e integrabili sviluppate da anime differenti in una sorta di pluralismo che rispecchia quelle identità multiple e polimorfe di cui narrano gli scrittori e che possono dar vita a soluzioni innovative ma sostenibili: applicazioni che permettono all’utente di correggere autonomamente e tempestivamente gli errori o che consentono di monitorare fasi predefinite del processo in modo facilitato attraverso semplici app; piattaforme multi cloud; sistemi predittivi; intelligenza artificiale…
Ma anche nuovi modelli formativi, informazione tempestiva diffusa attraverso nuovi strumenti di uso quotidiano (e non necessariamente con le solite mail), nuovi paradigmi di rappresentazione (questo non è un numero: 50.8419058 4.3590139 è il museo Magritte:-) e così via.

[sf_iconbox image=”ss-star” character=”” color=”standard” type=”standard” title=”” animation=”none” animation_delay=”200″ link=”” target=”_self”]
[/sf_iconbox]Un esempio di innovazione sostenibile

Supponiamo che ci venga richiesto di gestire “informaticamente” le attività che concorrono alla produzione della documentazione per la presentazione della SCIA antincendio e la trasmissione delle Attestazioni di prestazioni energetica degli edifici.

Di cosa si tratta? La presentazione della SCIA antincendio ricorre quando le opere realizzate in un appalto comprendono anche attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco, mentre la produzione degli attestati di prestazione energetica degli edifici si rende necessaria quando è applicabile la normativa sul contenimento dei consumi energetici e l’impiego di energia da fonte rinnovabile.

Se ci limitassimo a digitalizzare il processo si potrebbe banalmente pensare di sviluppare funzionalità di archiviazione della documentazione prodotta, di mettere a disposizione la modulistica in formato digitale o di gestire le scadenze… Ma invece di partire dalla conta delle scartoffie perché non cominciare dal progetto dell’edificio?
[bctt tweet=”Se ci limitassimo a digitalizzare il processo si potrebbe pensare di sviluppare funzionalità di archiviazione della documentazione,  mettere a disposizione la modulistica in formato digitale o gestire le scadenze… ” username=”MapsGroup”]
Il flusso in tal caso potrebbe iniziare dal caricamento nella piattaforma applicativa scelta di un progetto, magari realizzato in BIM – questo potrebbe aprire un ulteriore scenario di innovazione per il passaggio ad es. da CAD a BIM – e a partire dal dato progettuale andare ad effettuare i controlli richiesti dalla normativa attraverso il caricamento tramite un’app di foto scattate nell’edificio e la segnalazione di eventuali non conformità che saranno assegnate automaticamente dal sistema a un utente che dovrà poi mettere in pratica le misure necessarie al superamento della segnalazione…
Tutto questo mentre l’ente esterno, che accede alla stessa piattaforma, controlla lo stato avanzamento della “pratica” evitando inutili scambi di file, mail, pec, protocolli, allegati, errori di trasmissione, sigle incomprensibili, slittamenti dei termini, incertezza, ritardi, richieste di deroga. Senza contare la possibilità di utilizzare gli stessi dati per fini statistici. Troppo poco innovativo? Si fa sempre in tempo ad aggiungere un drone che scatta foto dall’alto all’edificio e scannerizza gli impianti:-).
 

La complessità delle organizzazioni e dei processi (anche quando sono ben definiti e normati come nell’esempio: presentazione dell’ istanza di valutazione del Progetto ai fini della SCIA) richiede un approccio organizzativo sistemico: non si tratta di “scomporre” classicamente il progetto secondo un flusso lineare ma guardare all’intera organizzazione, ai legami, alle dipendenze, alle integrazioni…

 

[sf_iconbox image=”fa-certificate” character=”” color=”standard” type=”standard” title=”” animation=”none” animation_delay=”200″ link=”” target=”_self”]
[/sf_iconbox]In nome del Papa Re

Per chi mi conosce un po’ la scelta di utilizzare come fonte di ispirazione Magritte, il grimaldello, parole chiave come “sostenibilità” (così del resto come il mio recente acquisto di un classico e intramontabile capo di abbigliamento, il cappotto cammello:-) – ha un che di sorprendente, sapendo della mia spiccata inclinazione alla rissa.
Si potrebbe dire quasi, tornando alla famosa questione anagrafica, che si tratta di una scelta di maturità. O forse molto più semplicemente, come disse Monsignor Colombo nel famoso film di Luigi Magni: “i ribelli morono sempre a vent’anni, pure quanno nun morono”.
E… Già che si è parlato all’inizio di Georgette e Magritte, c’è una famosa foto della famiglia intitolata “René and Georgette Magritte with their dog after the war” da cui Paul Simon ha tratto ispirazione per una delle sue bellissime canzoni, intitolata esattamente “René and Georgette Magritte with their dog after the war“. Quando i geni comunicano e lo fanno – incredibilmente – senza ausilio di piattaforme di collaborazione;-)
 
[highlight]FONTI E APPROFONDIMENTI[/highlight]


Credits immagine di copertina:
Rielaborate:

ID: 7075441, di Melanie Lemahieu§
ID: 107812667 e 25022353 di Kheng Ho Toh

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Maps News News

MAPS ammessa su AIM italia. L'inizio delle negoziazioni sarà il 7 marzo.

CONCLUSA CON SUCCESSO L’OFFERTA GLOBALE, CON UNA DOMANDA SUPERIORE DI CINQUE VOLTE: RECORD SU AIM ITALIA. L’INIZIO DELLE NEGOZIAZIONI SARA’ IL 7 MARZO.

 

Parma, 5 marzo 2019

Maps S.p.A., “PMI innovativa” attiva nel settore della digital transformation, annuncia che, in data odierna, Borsa Italiana S.p.A. ha rilasciato il provvedimento di ammissione alle negoziazioni delle azioni e dei warrant sul sistema multilaterale di negoziazione AIM Italia.

Profilo Maps

Fondata nel 2002, Maps è una “PMI Innovativa” attiva nel settore della digital transformation. Produce e distribuisce software per l’analisi dei big data che consentono alle aziende clienti di gestire e analizzare grandi quantità di dati e di informazioni, aiutandole nell’assunzione delle proprie decisioni strategiche, operative e nella definizione di nuovi modelli di business.
Negli ultimi 5 anni Maps ha raddoppiato i ricavi e decuplicato l’EBITDA. La Società è caratterizzata da elevati livelli di recurring revenues e cash conversion.

  • Ricavi al 31.12.2018 pari a circa Euro 16,7 mln
  • Ebitda al 31.12.2018 pari a circa Euro 3,6 mln
  • Ebitda Margin 22% circa
  • PFN/(Cassa) circa Euro (1,0) mln al lordo del debito ipotetico per l’esercizio dell’opzione put&call

Collocamento

L’ammissione è avvenuta a seguito del collocamento, rientrante nei casi di inapplicabilità delle disposizioni in materia di offerta al pubblico ai sensi degli articoli 100 del TUF e 34-ter del regolamento adottato dalla CONSOB con delibera n. 11971 del 14 maggio 1999, di complessive n. 1.814.000. azioni, senza indicazione del valore nominale, di cui:

  1. n. 1.578.000 azioni di nuova emissione;
  2. n. 236.000 azioni, corrispondenti a circa il 15% delle azioni oggetto dell’offerta, rivenienti dall’esercizio dell’opzione di over-allotment concessa al Global Coordinator BPER BANCA S.p.A., da ciascuno dei soci di Maps in proporzione alle azioni dagli stessi detenute.

Il prezzo di collocamento delle azioni è stato fissato in Euro 1,90 per azione ordinaria, estremo massimo del price range, con una capitalizzazione della Società prevista alla data di inizio delle negoziazioni pari a circa Euro 16 milioni.
L’Offerta Globale ha riscosso notevole interesse e ha registrato ordini per un controvalore superiore di 5 volte il quantitativo offerto. La domanda, proveniente da investitori istituzionali e professionali di primario standing, ha visto la partecipazione di investitori internazionali per circa il 40%.
Il flottante della Società sarà pari al 26,54% del capitale sociale assumendo l’integrale esercizio dell’opzione greenshoe.
Marco Ciscato, Presidente di Maps, ha dichiarato:

“Un ringraziamento particolare va a Borsa Italiana per aver ideato un mercato perfetto per le PMI. La quotazione su AIM Italia, portata a termine, grazie al nostro team di advisers, in soli 81 giorni, è stato per tutti noi un processo formativo e gratificante, le difficoltà sono state gestite grazie allo spirito di squadra e senza mai perdere di vista l’obiettivo. L’operazione ci consentirà di supportare l’internazionalizzazione e la crescita per linee esterne. L’obiettivo è favorire lo sviluppo sfruttando le potenzialità di un settore in forte crescita: il mercato globale della digital transformation ha, infatti, raggiunto nel 2018 la dimensione di 1.300 miliardi di dollari e si stima prosegua con un CAGR 2018-2020 di circa il 20%.”

Warrant Maps 2019-2024

L’operazione ha altresì previsto l’ammissione di massimi 4.269.000 “Warrant Maps S.p.A. 2019-2024” da assegnare agli azionisti della Società secondo il meccanismo ST&GE (“STay and GEt”) in ragione di n. 2 warrant ogni n. 4 azioni. In particolare:

  • n. 1 warrant sarà emesso e assegnato ogni n. 4 azioni, una volta decorsi 7 giorni di borsa aperta dalla data di inizio delle negoziazioni (i.e. 15 marzo 2019), a favore di tutti coloro che saranno azionisti all’inizio delle negoziazioni, ivi inclusi coloro che abbiano sottoscritto le azioni nell’ambito del collocamento, e avranno mantenuto ininterrottamente la titolarità delle azioni nel corso del suddetto periodo. Tale n. 1 warrant sarà emesso e assegnato gratuitamente e inizierà a essere negoziato a esito della verifica dei predetti requisiti;
  • il diritto a ricevere il restante n. 1 warrant sarà incorporato nelle azioni stesse e circolerà con le medesime sino alla prima data di stacco utile successiva al 31 maggio 2019 (i.e. 3 giugno 2019). A tale data il restante n. 1 warrant sarà emesso e assegnato gratuitamente e inizierà a essere negoziato separatamente dalle azioni. Il predetto warrant sarà (i) assegnato ogni n. 4 azioni (ii) identificato dal medesimo codice ISIN e (iii) del tutto fungibile.

I “Warrant Maps S.p.A. 2019-2024” incorporano il diritto di sottoscrivere azioni Maps, nelle finestre previste nel relativo regolamento, in base al rapporto di esercizio pari a n. 1 azione ogni warrant posseduto al “Prezzo Strike” di Euro 2,00.
L’inizio delle negoziazioni è previsto per giovedì 7 marzo 2019.

Consulenti dell’operazione

Maps è stata assistita da BPER Banca in qualità di Nominated Adviser ,Global Coordinator e Specialist.
Thymos Business & Consulting in qualità di advisor finanziario, Simonelli Associati in qualità di consulente fiscale, Starclex in qualità di advisor per la corporate governance, BDO in qualità di società di revisione e IR Top Consulting in qualità di advisor di Investor Relations.
BonelliErede ha agito in qualità di deal counsel dell’operazione.

Codici identificativi

Le azioni sono identificate con il codice ISIN IT0005364929 in quanto danno diritto a ricevere, a fronte del possesso ininterrotto di 7 giorni dalla data di inizio delle negoziazioni (i.e. 15 marzo 2019) (il “Termine”), n. 1 warrant ogni n. 4 azioni. Qualora le azioni siano oggetto di trasferimento prima del Termine, assumeranno il codice ISIN IT0005364333. Decorso il Termine, tutte le azioni saranno identificate con il codice ISIN IT000536433.
I warrant sono identificati con il codice ISIN IT0005364325.

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Il Documento di Ammissione e il regolamento dei “Warrant Maps S.p.A. 2019-2024” sono disponibili presso la sede legale della Società e sul sito internet www.mapsgroup.it.
Per la diffusione delle informazioni regolamentate, la Società si avvale del sistema di diffusione “eMarket SDIR” gestito da SPAFID Connect S.p.A.

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Per maggiori informazioni
Contatti Società:
MAPS | T +390521052300 | info@mapsgroup.it
Contatti Nominated Adviser
BPER Banca | T +390272 74 92 29 | maps@bper.it
Contatti Investor Relations & Financial Media
IR Top Consulting | T +390245473884

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Il presente comunicato non costituisce un’offerta al pubblico di prodotti finanziari in Italia ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. t), del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58. Il presente comunicato (incluse le informazioni ivi contenute) non costituisce né forma parte di un’offerta al pubblico di prodotti finanziari né una sollecitazione di offerte per l’acquisto di prodotti finanziari e non sarà effettuata un’offerta di vendita di tali prodotti in qualsiasi giurisdizione in cui tale offerta o vendita sia contraria alla legge applicabile. Il presente comunicato non costituisce un’offerta di vendita di prodotti finanziari negli Stati Uniti d’America, in Australia, Canada e Giappone e qualsiasi altra giurisdizione in cui tale offerta o vendita sono proibiti e non potrà essere pubblicato o distribuito, direttamente o indirettamente, in tali giurisdizioni. I prodotti finanziari menzionati nel presente comunicato non sono stati e non saranno registrati ai sensi del Securities Act degli Stati Uniti d’America del 1933, come modificato; tali prodotti non potranno essere offerti o venduti negli Stati Uniti d’America in mancanza di registrazione o di un’esenzione dall’applicazione degli obblighi di registrazione. La documentazione relativa all’offerta non è stata/non verrà sottoposta all’approvazione della CONSOB e di Borsa Italiana S.p.A.

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