[dropcap3]U[/dropcap3]n viaggio nel mondo delle cure mediche. È quello che abbiamo compiuto con la rubrica su malattia e medicina viste attraverso le lenti del tempo, della variabilità culturale, oltre che della distanza geografica.
Abbiamo esplorato il concetto di male e di dolore, cercando di mettere a fuoco la relatività del concetto stesso di malattia a seconda del punto di vista. E abbiamo affrontato la malattia nei suoi aspetti sociali, quando ha coinvolto, nella storia e anche oggi, intere comunità, investendone i valori e provocando talvolta anche profondi sconvolgimenti demografici, economici ed etici.
Poiché la cura della malattia è profondamente legata a fattori culturali, ci siamo soffermati a considerare una panoramica delle cosiddette medicine alternative e complementari. E abbiamo affrontato, con la cautela del caso, anche la sofferenza della mente e gli approcci alla sua cura.
Da ultimo abbiamo considerato come l’uomo appartenga a un complesso sistema naturale di cui sono parte anche gli animali, che talvolta condividono il destino dell’uomo o vi interferiscono inconsapevolmente, quando si verificano casi di zoonosi all’origine di temibili malattie infettive, di portata epidemica e pandemica.
Ne abbiamo ricavato un quadro complessivo che conferma l’articolazione del tema di malattia e cura, appunto per la molteplicità dei piani che investe, da quello individuale, attraverso quello sociale e culturale, per approdare alle scelte di indirizzo politico e legislativo.
Per concludere questo nostro approfondimento su malattia e cura, e sulla loro portata storica, oltre che culturale e sociale, rivolgiamo ora la nostra attenzione non più al passato e all’altrove, ma gettiamo uno sguardo al di là dell’orizzonte, per vedere cosa ci riserva il futuro della medicina occidentale.
A inizio anno 2016, la rivista PharmaVoice ha enucleato le principali tendenze della medicina per l’anno in corso, che si candidano anche a essere più in generale linee di sviluppo di un prossimo futuro.
Tra queste, il concetto di new health economy, ovvero di un nuovo sistema di domanda e offerta sanitaria, in cui l’elemento radicalmente nuovo è il ruolo attivo del paziente. Come consumatore si informa e prende parte alle decisioni che lo riguardano; è coinvolto in una gestione tecnologica della salute ed è disponibile a impiegare le sue risorse economiche per benessere e cure.
[bctt tweet=”Il malato assume un ruolo consapevole e informato, cruciale e centrale nel processo di cura. ” username=”MapsGroup”]
Tale tendenza generale è coerente con altri trend enunciati, come la medicina di precisione: attraverso i big data e le branche di studio e ricerca afferenti alla genomica, l’obiettivo è quello di dar forma a protocolli di cura sempre più sicuri e affidabili, incentrati sul singolo paziente e sulla manifestazione “relativa” della malattia.
Il nuovo protagonismo del paziente di cui abbiamo parlato, definito patient empowerment, si rivela anche in questo ambito: il malato assume un ruolo consapevole e informato, cruciale e centrale nel processo di cura.
E questo è possibile anche grazie alla tecnologia: il paziente esplora la Rete per ricavarne informazioni di natura medica e sanitaria, partecipa alla gestione della sua storia clinica attraverso la cosiddetta sanità digitale, usufruendo anche di soluzioni di mobile health per monitorare il suo stato di salute e per gestire le attività connesse al suo benessere.
Dal canto loro, le strutture sanitarie e i decisori politici possono usufruire di una mole mai avuta prima di dati, e – come nel caso di Clinika di Maps Group, il motore di ricerca semantico dei dati clinici – possono dotarsi di nuovi strumenti analitici e predittivi in grado di analizzarli e utilizzarli. Grazie a tali strumenti, infatti, i dati raccolti possono trasformarsi in informazioni strutturate con cui pianificare l’offerta sanitaria, razionalizzarne la gestione, contribuire alla ricerca scientifica e favorirne la condivisione tra tutti i soggetti coinvolti.
L’opportunità è reale, la sfida lo è altrettanto perché chiama in causa – proprio per la complessità di cui abbiamo detto – una decisa e programmatica scelta di campo, non scevra da problemi e nodi di ordine etico da sciogliere.
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