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MAPS, ABB e Leonardo: svilupperanno un progetto di Cybersecurity per le infrastrutture critiche.

Parma, 12 marzo 2019

MAPS (MAPS:IM), PMI Innovativa quotata su AIM Italia attiva nel settore della digital transformation, comunica la partecipazione insieme ad altre primarie società, riunite in un’Associazione Temporanea di Scopo, al progetto di Ricerca e Sviluppo in materia di “Cyber Security delle infrastrutture critiche”, parzialmente finanziato dalla Regione Liguria con fondi del FESR.

Al consorzio partecipano, tra gli altri, ABB S.p.A. (Mandataria), Leonardo S.p.A., CETENA S.p.A., SEASTEMA S.p.A., etc..
Il progetto, che avrà una durata di 24 mesi, nasce dalla necessità di maggiore sicurezza nei sistemi di controllo industriale e di telecontrollo che è cresciuta costantemente negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda la protezione delle infrastrutture critiche nazionali, coerentemente con lo sviluppo del paradigma di Industria 4.0.
In particolare, è prevista la realizzazione di applicazioni pilota nell’ambito delle seguenti infrastrutture critiche:

  • la Smart Polygeneration Microgrid (SPM) presso il campus universitario di Savona dell’Università di Genova e,
  • lo Ship Management System (nella sua componente di Power Management).

L’obiettivo del progetto è realizzare una soluzione software per l’automazione del monitoraggio della sicurezza delle infrastrutture critiche ed è teso a raggiungere i seguenti risultati:

  • monitoraggio delle infrastrutture critiche in relazione agli aspetti di sicurezza informatica;
  • valutazione delle vulnerabilità e test di penetrazione nel sistema di controllo dell’infrastruttura;
  • valutazione del rischio ambientale connesso ad eventuali attacchi informatici;
  • studio della resilienza dell’impianto in relazione agli aspetti di sicurezza informatica;
  • identificazione di contromisure.

Maurizio Pontremoli, Amministratore Delegato della Società ha dichiarato:

“In questo scenario, la mancanza di adeguati strumenti per la sicurezza rischia di diventare un fattore frenante allo sviluppo, in quanto l’apertura delle infrastrutture critiche all’interazione con elementi esterni (per esempio tramite reti informatiche) amplifica il pericolo di attacchi e di violazioni della sicurezza. La soluzione sarà adattata a contesti operativi diversi ed eterogenei, in quanto il sistema di monitoraggio è in grado di interfacciarsi e gestire tutti gli elementi tipici di un sistema cyber-fisico”.

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Codici identificativi

Le azioni sono identificate con il codice ISIN IT0005364929 in quanto danno diritto a ricevere, a fronte del possesso ininterrotto di 7 giorni dalla data di inizio delle negoziazioni (i.e. 15 marzo 2019) (il “Termine”), n. 1 warrant ogni n. 4 azioni. Qualora le azioni siano oggetto di trasferimento prima del Termine, assumeranno il codice ISIN IT0005364333. Decorso il Termine, tutte le azioni saranno identificate con il codice ISIN IT000536433.
Codice ISIN I warrant: IT0005364325
TICKER: MAPS
BLOOMBERG: MAPS.MI

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GRUPPO MAPS

Fondata nel 2002, MAPS è una PMI Innovativa attiva nel settore della digital transformation. Con sede a Parma e 170 dipendenti, produce e distribuisce software per l’analisi dei big data che consentono alle aziende clienti di gestire e analizzare grandi quantità di dati e di informazioni, aiutandole nell’assunzione delle proprie decisioni strategiche e operative e nella definizione di nuovi modelli di business. Opera in un contesto caratterizzato da un elevato potenziale di crescita: il mercato mondiale delle tecnologie per la digital transformation ha raggiunto nel 2018 la dimensione di 1.300 miliardi di dollari; nel 2020 si stima un mercato di 2.100 miliardi di dollari (CAGR 2018–2020 pari a circa +20%).
MAPS opera attraverso 3 business unit (Large Enterprise, Healthcare Industry, Gzoom) e ha un portafoglio di oltre 180 Clienti altamente fidelizzati appartenenti a differenti settori: Servizi, Sanità, Industria e PPAA. Attraverso la linea d’offerta Patient Journey, si posiziona come leader nel settore dell’accoglienza dei pazienti nelle strutture sanitarie, presidiando il mercato con oltre 600 installazioni, che gestiscono una popolazione di oltre 17 milioni di pazienti a livello nazionale. Il Gruppo investe costantemente in R&D: negli ultimi 5 anni ha complessivamente destinato all’innovazione Euro 3,5 milioni. La divisione Research & Solutions, costituita nel 2016, include 12 risorse altamente qualificate ed è responsabile dell’individuazione dei bisogni informativi del mercato e dello sviluppo di software ad hoc per i Clienti.
Il Gruppo chiude il 2018 con ricavi consolidati pari a Euro 16,7 milioni e un EBITDA pari a Euro 3,6 milioni (EBITDA margin pari a circa il22%). Negli ultimi 5 anni MAPS ha raddoppiato i ricavi e decuplicato l’EBITDA. La società è caratterizzata da elevati livelli di recurring revenues e cash conversion. Alla crescita organica del Gruppo si è affiancata un’importante attività di M&A, con l’acquisizione di IG Consulting (2011) e Artexe (2018).
Comunicato disponibile su emarketstorage e su MAPS Group

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CONTATTI

Per maggiori informazioni
Contatti Società:
MAPS | Tel +390521052300
info@mapsgroup.it
Contatti Nominated Adviser
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maps@bper.it
Contatti Investor Relations & Financial Media
IR Top Consulting | Tel +390245473884

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Dal Brand al Sito, l'evoluzione di Artexe: stile, logo e contenuti nuovi per comunicare l'Azienda.

Patient Journey Solutions – sistemi digitali smart che migliorano i servizi e l’efficienza delle strutture sanitarie – e Data Driven Decisions – acquisizione e interpretazione dei dati anche non strutturati per migliorare la clinical governancesono i due mondi Artexe al centro di un’evoluzione comunicativa e di impatto estetico pensati per guardare al futuro.

Dopo la fusione tra Artexe e il gruppo Maps, recentemente quotato all’AIM, la grafica del marchio Artexe si è avvicinata allo stile Maps Group per indicare la compattezza del gruppo e l’obiettivo comune di una continua crescita nell’e-health. Al nuovo brand si affianca il nuovo portale www.artexe.com, dove l’aggiornamento estetico corrisponde all’evoluzione tecnica, che viene esaltata con una selezione d’immagini evocative dell’ambiente ospedaliero vissuto con approccio digital.

Il patrimonio di conoscenze nella gestione digitale delle informazioni ora è ancora più grande e l’offerta di soluzioni all’avanguardia per la governance e l’ottimizzazione delle risorse si allarga anche ai mercati esteri. I servizi sono sempre più numerosi e l’assistenza più pronta. Il pay-off scelto per indicare questa accelerazione è Healthcare Digital Architects: Artexe si presenta così come una grande squadra di progettisti e costruttori di soluzioni avanzate.

Oltre al restyling grafico, il nuovo sito – moderno e funzionale – si presenta con una ricchezza d’informazioni più ampia, con spiegazioni dettagliate sulla capacità di sfruttare i dati non strutturati, sulle soluzioni per ogni ambito clinico e i servizi, sui metodi di lavoro collaborativi che puntano all’integrazione dei sistemi, sulla capacità di fornire software specifici o complessi sistemi da cucire su misura per ogni struttura sanitaria.

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6MEMES TRENDS Data Complexity & Big Data Data Driven

Innovazione, non rivoluzione. Parliamo di Data Driven e luoghi comuni passando da Magritte. Di Anna Pompilio.

Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.

Arthur C. Clarke

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[/sf_iconbox]Perché un pittore Belga in questa rubrica?

Quando, nel 1933, dipinge la “Magia nera“, Magritte è già ben cosciente dei suoi mezzi di artista. Rientrato a Bruxelles, dopo un soggiorno a Parigi dove ha aderito con convinzione al Surrealismo, si è stabilito, con l’inseparabile moglie Georgette, al pianterreno di una casetta di periferia. Per vivere disegna manifesti pubblicitari in un atelier che si è costruito in giardino. I suoi quadri, invece, li dipinge a un cavalletto, piazzato vicino alla porta che dà sul cortile. Per le riunioni con il gruppo dei surrealisti belgi c’è appena un tavolo tra la cucina e il salotto dipinto d’azzurro, dove Georgette suona il piano, mentre dall’attaccapanni dell’ingresso è appesa l’immancabile bombetta.”

[dropcap3]L[/dropcap3]eggevo ultimamente in un’intervista alla scrittrice polacca Olga Tocarczuck:la letteratura è una forma di resistenza, perché nemica di ogni idioma che tenti di rendere l’universo semplificato e uniforme, a scapito delle contraddizioni e delle identità multiple e polimorfe” e riflettevo su quanto il tema “il mio è un atto politico” oppure analogamente “è una forma di resistenza” sia ricorrente nelle esternazioni degli artisti – siano essi pittori, scrittori, intellettuali. Ci sono poi artisti – pittori, scrittori, intellettuali – che rafforzano l’atto politico della loro opera con la loro stessa esistenza: con le azioni e le piccole gesta quotidiane. Magritte, io credo, è uno di questi: si è convinto che, solo immergendosi fino in fondo entro gli schemi, sarà libero di scardinare, dall’interno, tutte le convenzioni.
Magritte sceglie dunque di scardinare i luoghi comuni con il grimaldello e per questo si candida a diventare il manifesto di questa rubrica.
Scardinare (con o senza grimaldello) i modelli ricorrenti e convenzionali dovrebbe essere l’urgenza della cultura dominante, del tessuto economico, della cultura aziendale e di chi vuole seriamente occuparsi di innovazione: che non vuol dire digitalizzare (parola ormai abusata e spesso svuotata di senso) o rifare in formato elettronico quello che si faceva prima con il cartaceo ma approfittare delle tecnologie disponibili per ripensare i processi in modo sostenibile, tenendo conto del contesto, dell’esperienza, delle mancanze ma anche delle cose buone fatte fino a quel momento, senza ricominciare da zero ad ogni cambio dell’organigramma o del contratto di fornitura ma trasformando il cambiamento in opportunità di crescita continua per tutti.
[bctt tweet=”All’interno di un circuito virtuoso di innovazione, il riciclo delle buone pratiche va di pari passo con la ricerca di rinnovamento.” username=”MapsGroup”]
Il riciclo delle buone pratiche deve andare di pari passo con la ricerca di rinnovamento. La tecnologia DEVE cambiare il modo di lavorare ma la perdita di memoria all’interno dell’organizzazione non aiuta, così come l’incapacità di tener conto dei molteplici punti di vista: “il mondo è troppo complesso per essere racchiuso in un’unica narrazione”.
Innovare è quel lavoro da fare ogni giorno, con partecipazione, con costanza, senza sbandieratori e senza rivoluzioni (anche perché la rivoluzione è cosa da giovani e il nostro si sa, è un paese di non proprio giovanissimi ;-)).

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[/sf_iconbox]Il peso della maturità: la margarina, i processi e l’anagrafica aziendale

Rimanendo in tema di innovazione sostenibile cosa succede in un Paese dove la popolazione con più di 60 anni supera gli under 30? A dar retta al chimico francese Michel Eugène Chevreul e a quello che si legge in internet l’innovazione non è questione anagrafica, anzi. Per cui superati gli anta, se abbiamo un po’ di chimica nel sangue contribuiamo a inventare la margarina, se invece siamo sommersi di carta proviamo a innovare i processi, a rincorrere l’interoperabilità, l’integrazione, il data driven.
La questione anagrafica se così si può sintetizzare ha una duplice chiave di lettura: da un lato c’ è la media anagrafica dei collaboratori ma qui le considerazioni lungi dall’essere generalizzate possono solo riferirsi alla singola realtà: un conto è una start up che sviluppa videogiochi, un conto è una società di ingegneria dei trasporti che esiste da qualche decennio.
La seconda riguarda invece il ciclo di vita dell’azienda: una realtà presente sul mercato da illo tempore ha al suo attivo un background di procedure, standard, adempimenti in qualità, dati, processi di integrazione, carta nei cassetti e armadi pieni di faldoni – ma anche banalmente partite contabili ancora da ammortizzare, privilegi da preservare – ecc. che si sono sedimentati nel tempo e qui l’innovazione deve essere per forza pesata: una “rivoluzione” che spazza via il passato come una bomba di antica memoria lascia macerie da smaltire e rischia di essere francamente insostenibile.
[bctt tweet=”La rapidità di innovazione e il contesto globale apre orizzonti di senso che non sono gestiti e non sono molte le persone in possesso degli strumenti critici necessari per rispondevi culturalmente…” username=”MapsGroup”]
Perseguire nel pregiudizio romantico dell’innovazione come punto di “rottura” violenta con il passato – affidata a generazioni spesso (tecnicamente) inconsapevoli da un management che ha difficoltà a silenziare le notifiche del cellulare – senza tener conto del pregresso, del contesto attuale e dei rapporti spesso conflittuali tra le persone, delle inevitabili lotte intestine, dei divari di competenze e senza gestire il cambiamento non può che condurre al fallimento. La rapidità di innovazione e il contesto globale apre orizzonti di senso che non sono gestiti e non sono molte le persone in possesso degli strumenti critici necessari per rispondere culturalmente alla complessità o provare a ridurla senza per questo banalizzarla.
(Per inciso la storia di Michel Eugène è affascinante: nella prima parte della sua vita contribuisce all’ invenzione della margarina, a cinquant’anni pubblica studi sulla luce e sul colore che influenzeranno i pittori divisionisti, dopo i novanta diventa uno dei pionieri di una nuova disciplina – la gerontologia – e pubblica il suo ultimo libro a centodue anni. Il suo nome è scritto sulla torre Eiffel. Tra l’altro la margarina a mio avviso fa molto Belgio e Magritte, il che è surreale considerando che i belgi (come i francesi del resto) preferiscono sicuramente il burro…:-)).

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[/sf_iconbox]Di anagrafica in anagrafica: il lato umano del dato

Quello che tipicamente si tenta di fare oggi a partire dal patrimonio aziendale dei dati è la loro elaborazione attraverso piattaforme innovative e integrate basate sull’utilizzo condiviso (cloud collaboration) di basi dati di formati diversi ed eterogenei (dati cartografici, anagrafici, catastali, immagini georeferenziate ecc.).
C’è tuttavia un prerequisito da tenere a mente ai fini di una corretta gestione del dato aziendale: per essere a disposizione di tutti deve essere prima di proprietà di qualcuno. Mi spiego meglio: il dato da aggregare deve essere responsabilità in primis di chi lo inserisce e aggiorna su uno o più sistemi (solitamente in una anagrafica, per restare in tema) da cui tutti gli altri attingono. Attenzione: non c’è nulla di innovativo in tutto questo, succede da anni.
Succede anche (da anni) che chi ha la responsabilità di quel dato non sempre ha l’opportunità di aggiornarlo tempestivamente per cui si creano situazioni in cui non è possibile ad esempio rilasciare un’autorizzazione per un lavoro in cantiere perché non è stato aggiornato sui sistemi aziendali il codice fiscale dell’impresa esecutrice (invento, ma mica tanto). In questo scenario ci saranno ritardi nel chiudere l’attività, nel gestire l’avanzamento fisico e contabile, l’impresa esecutrice non riceverà il pagamento tempestivo delle fatture, dovrà ricorrere al credito e tutto questo come minimo finirà per erodere le risorse destinate agli investimenti in innovazione.
Succede dicevo da anni, ma oggi c’è un altro tipo di incognita di cui tener conto: il timore della risonanza del dato, intendendo per risonanza quanta visibilità ha il dato in azienda e quanti potrebbero puntare il dito verso il responsabile dell’aggiornamento per la propagazione di un’informazione errata.
[bctt tweet=”Quello che tipicamente si tenta di fare oggi a partire dal patrimonio aziendale dei dati è la loro elaborazione attraverso piattaforme innovative e integrate basate sull’utilizzo condiviso di basi dati di formati diversi ed eterogenei. ” username=”MapsGroup”]
Se per errore raddoppio l’importo di una commessa e questo nuovo importo si diffonde rapidamente su tutti i sistemi, chiunque lo utilizzi sarà portato, a cascata, ad aggiungere altri errori al primo con una sorta di effetto domino che potrebbe essere drammatico se utilizzato da sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale, qualora non dovessero essere in grado di accorgersi immediatamente dell’incoerenza. Oltretutto se un tempo la questione poteva essere risolta all’interno, oggi il colloquio continuo e la trasmissione verso banche dati di soggetti esterni – enti pubblici, pubblica amministrazione, forze dell’ordine, prefetture, … – aggiunge un ulteriore livello di complessità.
Le incognite quindi sono molteplici: come e dove far aggiornare tempestivamente un dato distribuito? Come si supera la ritrosia di chi pensa che il male minore sia il mancato aggiornamento piuttosto che il rischio di errore o imprecisione? O che si tratti sempre e comunque di una inutile perdita di tempo: il dato è mio e se l’azienda lo vuole mi convinca a “cederlo”.
La risposta a questi e mille altri quesiti quella sì, dovrebbe essere basata sulla capacità di immaginare nuovi mondi possibili, di uscire dalla logica degli “standard” (standard grafici, standard di sviluppo, ecc.) e di creare un substrato (software) che si auto alimenta e arricchisce grazie all’utilizzo di piattaforme diverse e integrabili sviluppate da anime differenti in una sorta di pluralismo che rispecchia quelle identità multiple e polimorfe di cui narrano gli scrittori e che possono dar vita a soluzioni innovative ma sostenibili: applicazioni che permettono all’utente di correggere autonomamente e tempestivamente gli errori o che consentono di monitorare fasi predefinite del processo in modo facilitato attraverso semplici app; piattaforme multi cloud; sistemi predittivi; intelligenza artificiale…
Ma anche nuovi modelli formativi, informazione tempestiva diffusa attraverso nuovi strumenti di uso quotidiano (e non necessariamente con le solite mail), nuovi paradigmi di rappresentazione (questo non è un numero: 50.8419058 4.3590139 è il museo Magritte:-) e così via.

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[/sf_iconbox]Un esempio di innovazione sostenibile

Supponiamo che ci venga richiesto di gestire “informaticamente” le attività che concorrono alla produzione della documentazione per la presentazione della SCIA antincendio e la trasmissione delle Attestazioni di prestazioni energetica degli edifici.

Di cosa si tratta? La presentazione della SCIA antincendio ricorre quando le opere realizzate in un appalto comprendono anche attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco, mentre la produzione degli attestati di prestazione energetica degli edifici si rende necessaria quando è applicabile la normativa sul contenimento dei consumi energetici e l’impiego di energia da fonte rinnovabile.

Se ci limitassimo a digitalizzare il processo si potrebbe banalmente pensare di sviluppare funzionalità di archiviazione della documentazione prodotta, di mettere a disposizione la modulistica in formato digitale o di gestire le scadenze… Ma invece di partire dalla conta delle scartoffie perché non cominciare dal progetto dell’edificio?
[bctt tweet=”Se ci limitassimo a digitalizzare il processo si potrebbe pensare di sviluppare funzionalità di archiviazione della documentazione,  mettere a disposizione la modulistica in formato digitale o gestire le scadenze… ” username=”MapsGroup”]
Il flusso in tal caso potrebbe iniziare dal caricamento nella piattaforma applicativa scelta di un progetto, magari realizzato in BIM – questo potrebbe aprire un ulteriore scenario di innovazione per il passaggio ad es. da CAD a BIM – e a partire dal dato progettuale andare ad effettuare i controlli richiesti dalla normativa attraverso il caricamento tramite un’app di foto scattate nell’edificio e la segnalazione di eventuali non conformità che saranno assegnate automaticamente dal sistema a un utente che dovrà poi mettere in pratica le misure necessarie al superamento della segnalazione…
Tutto questo mentre l’ente esterno, che accede alla stessa piattaforma, controlla lo stato avanzamento della “pratica” evitando inutili scambi di file, mail, pec, protocolli, allegati, errori di trasmissione, sigle incomprensibili, slittamenti dei termini, incertezza, ritardi, richieste di deroga. Senza contare la possibilità di utilizzare gli stessi dati per fini statistici. Troppo poco innovativo? Si fa sempre in tempo ad aggiungere un drone che scatta foto dall’alto all’edificio e scannerizza gli impianti:-).
 

La complessità delle organizzazioni e dei processi (anche quando sono ben definiti e normati come nell’esempio: presentazione dell’ istanza di valutazione del Progetto ai fini della SCIA) richiede un approccio organizzativo sistemico: non si tratta di “scomporre” classicamente il progetto secondo un flusso lineare ma guardare all’intera organizzazione, ai legami, alle dipendenze, alle integrazioni…

 

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[/sf_iconbox]In nome del Papa Re

Per chi mi conosce un po’ la scelta di utilizzare come fonte di ispirazione Magritte, il grimaldello, parole chiave come “sostenibilità” (così del resto come il mio recente acquisto di un classico e intramontabile capo di abbigliamento, il cappotto cammello:-) – ha un che di sorprendente, sapendo della mia spiccata inclinazione alla rissa.
Si potrebbe dire quasi, tornando alla famosa questione anagrafica, che si tratta di una scelta di maturità. O forse molto più semplicemente, come disse Monsignor Colombo nel famoso film di Luigi Magni: “i ribelli morono sempre a vent’anni, pure quanno nun morono”.
E… Già che si è parlato all’inizio di Georgette e Magritte, c’è una famosa foto della famiglia intitolata “René and Georgette Magritte with their dog after the war” da cui Paul Simon ha tratto ispirazione per una delle sue bellissime canzoni, intitolata esattamente “René and Georgette Magritte with their dog after the war“. Quando i geni comunicano e lo fanno – incredibilmente – senza ausilio di piattaforme di collaborazione;-)
 
[highlight]FONTI E APPROFONDIMENTI[/highlight]


Credits immagine di copertina:
Rielaborate:

ID: 7075441, di Melanie Lemahieu§
ID: 107812667 e 25022353 di Kheng Ho Toh

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MAPS ammessa su AIM italia. L'inizio delle negoziazioni sarà il 7 marzo.

CONCLUSA CON SUCCESSO L’OFFERTA GLOBALE, CON UNA DOMANDA SUPERIORE DI CINQUE VOLTE: RECORD SU AIM ITALIA. L’INIZIO DELLE NEGOZIAZIONI SARA’ IL 7 MARZO.

 

Parma, 5 marzo 2019

Maps S.p.A., “PMI innovativa” attiva nel settore della digital transformation, annuncia che, in data odierna, Borsa Italiana S.p.A. ha rilasciato il provvedimento di ammissione alle negoziazioni delle azioni e dei warrant sul sistema multilaterale di negoziazione AIM Italia.

Profilo Maps

Fondata nel 2002, Maps è una “PMI Innovativa” attiva nel settore della digital transformation. Produce e distribuisce software per l’analisi dei big data che consentono alle aziende clienti di gestire e analizzare grandi quantità di dati e di informazioni, aiutandole nell’assunzione delle proprie decisioni strategiche, operative e nella definizione di nuovi modelli di business.
Negli ultimi 5 anni Maps ha raddoppiato i ricavi e decuplicato l’EBITDA. La Società è caratterizzata da elevati livelli di recurring revenues e cash conversion.

  • Ricavi al 31.12.2018 pari a circa Euro 16,7 mln
  • Ebitda al 31.12.2018 pari a circa Euro 3,6 mln
  • Ebitda Margin 22% circa
  • PFN/(Cassa) circa Euro (1,0) mln al lordo del debito ipotetico per l’esercizio dell’opzione put&call

Collocamento

L’ammissione è avvenuta a seguito del collocamento, rientrante nei casi di inapplicabilità delle disposizioni in materia di offerta al pubblico ai sensi degli articoli 100 del TUF e 34-ter del regolamento adottato dalla CONSOB con delibera n. 11971 del 14 maggio 1999, di complessive n. 1.814.000. azioni, senza indicazione del valore nominale, di cui:

  1. n. 1.578.000 azioni di nuova emissione;
  2. n. 236.000 azioni, corrispondenti a circa il 15% delle azioni oggetto dell’offerta, rivenienti dall’esercizio dell’opzione di over-allotment concessa al Global Coordinator BPER BANCA S.p.A., da ciascuno dei soci di Maps in proporzione alle azioni dagli stessi detenute.

Il prezzo di collocamento delle azioni è stato fissato in Euro 1,90 per azione ordinaria, estremo massimo del price range, con una capitalizzazione della Società prevista alla data di inizio delle negoziazioni pari a circa Euro 16 milioni.
L’Offerta Globale ha riscosso notevole interesse e ha registrato ordini per un controvalore superiore di 5 volte il quantitativo offerto. La domanda, proveniente da investitori istituzionali e professionali di primario standing, ha visto la partecipazione di investitori internazionali per circa il 40%.
Il flottante della Società sarà pari al 26,54% del capitale sociale assumendo l’integrale esercizio dell’opzione greenshoe.
Marco Ciscato, Presidente di Maps, ha dichiarato:

“Un ringraziamento particolare va a Borsa Italiana per aver ideato un mercato perfetto per le PMI. La quotazione su AIM Italia, portata a termine, grazie al nostro team di advisers, in soli 81 giorni, è stato per tutti noi un processo formativo e gratificante, le difficoltà sono state gestite grazie allo spirito di squadra e senza mai perdere di vista l’obiettivo. L’operazione ci consentirà di supportare l’internazionalizzazione e la crescita per linee esterne. L’obiettivo è favorire lo sviluppo sfruttando le potenzialità di un settore in forte crescita: il mercato globale della digital transformation ha, infatti, raggiunto nel 2018 la dimensione di 1.300 miliardi di dollari e si stima prosegua con un CAGR 2018-2020 di circa il 20%.”

Warrant Maps 2019-2024

L’operazione ha altresì previsto l’ammissione di massimi 4.269.000 “Warrant Maps S.p.A. 2019-2024” da assegnare agli azionisti della Società secondo il meccanismo ST&GE (“STay and GEt”) in ragione di n. 2 warrant ogni n. 4 azioni. In particolare:

  • n. 1 warrant sarà emesso e assegnato ogni n. 4 azioni, una volta decorsi 7 giorni di borsa aperta dalla data di inizio delle negoziazioni (i.e. 15 marzo 2019), a favore di tutti coloro che saranno azionisti all’inizio delle negoziazioni, ivi inclusi coloro che abbiano sottoscritto le azioni nell’ambito del collocamento, e avranno mantenuto ininterrottamente la titolarità delle azioni nel corso del suddetto periodo. Tale n. 1 warrant sarà emesso e assegnato gratuitamente e inizierà a essere negoziato a esito della verifica dei predetti requisiti;
  • il diritto a ricevere il restante n. 1 warrant sarà incorporato nelle azioni stesse e circolerà con le medesime sino alla prima data di stacco utile successiva al 31 maggio 2019 (i.e. 3 giugno 2019). A tale data il restante n. 1 warrant sarà emesso e assegnato gratuitamente e inizierà a essere negoziato separatamente dalle azioni. Il predetto warrant sarà (i) assegnato ogni n. 4 azioni (ii) identificato dal medesimo codice ISIN e (iii) del tutto fungibile.

I “Warrant Maps S.p.A. 2019-2024” incorporano il diritto di sottoscrivere azioni Maps, nelle finestre previste nel relativo regolamento, in base al rapporto di esercizio pari a n. 1 azione ogni warrant posseduto al “Prezzo Strike” di Euro 2,00.
L’inizio delle negoziazioni è previsto per giovedì 7 marzo 2019.

Consulenti dell’operazione

Maps è stata assistita da BPER Banca in qualità di Nominated Adviser ,Global Coordinator e Specialist.
Thymos Business & Consulting in qualità di advisor finanziario, Simonelli Associati in qualità di consulente fiscale, Starclex in qualità di advisor per la corporate governance, BDO in qualità di società di revisione e IR Top Consulting in qualità di advisor di Investor Relations.
BonelliErede ha agito in qualità di deal counsel dell’operazione.

Codici identificativi

Le azioni sono identificate con il codice ISIN IT0005364929 in quanto danno diritto a ricevere, a fronte del possesso ininterrotto di 7 giorni dalla data di inizio delle negoziazioni (i.e. 15 marzo 2019) (il “Termine”), n. 1 warrant ogni n. 4 azioni. Qualora le azioni siano oggetto di trasferimento prima del Termine, assumeranno il codice ISIN IT0005364333. Decorso il Termine, tutte le azioni saranno identificate con il codice ISIN IT000536433.
I warrant sono identificati con il codice ISIN IT0005364325.

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Il Documento di Ammissione e il regolamento dei “Warrant Maps S.p.A. 2019-2024” sono disponibili presso la sede legale della Società e sul sito internet www.mapsgroup.it.
Per la diffusione delle informazioni regolamentate, la Società si avvale del sistema di diffusione “eMarket SDIR” gestito da SPAFID Connect S.p.A.

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Per maggiori informazioni
Contatti Società:
MAPS | T +390521052300 | info@mapsgroup.it
Contatti Nominated Adviser
BPER Banca | T +390272 74 92 29 | maps@bper.it
Contatti Investor Relations & Financial Media
IR Top Consulting | T +390245473884

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Il presente comunicato non costituisce un’offerta al pubblico di prodotti finanziari in Italia ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. t), del D. Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58. Il presente comunicato (incluse le informazioni ivi contenute) non costituisce né forma parte di un’offerta al pubblico di prodotti finanziari né una sollecitazione di offerte per l’acquisto di prodotti finanziari e non sarà effettuata un’offerta di vendita di tali prodotti in qualsiasi giurisdizione in cui tale offerta o vendita sia contraria alla legge applicabile. Il presente comunicato non costituisce un’offerta di vendita di prodotti finanziari negli Stati Uniti d’America, in Australia, Canada e Giappone e qualsiasi altra giurisdizione in cui tale offerta o vendita sono proibiti e non potrà essere pubblicato o distribuito, direttamente o indirettamente, in tali giurisdizioni. I prodotti finanziari menzionati nel presente comunicato non sono stati e non saranno registrati ai sensi del Securities Act degli Stati Uniti d’America del 1933, come modificato; tali prodotti non potranno essere offerti o venduti negli Stati Uniti d’America in mancanza di registrazione o di un’esenzione dall’applicazione degli obblighi di registrazione. La documentazione relativa all’offerta non è stata/non verrà sottoposta all’approvazione della CONSOB e di Borsa Italiana S.p.A.

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Artexe, gli Architetti Digitali per l’efficienza della Sanità, è online con il nuovo sito.

Più di 6 milioni di fatturato e una squadra di oltre 50 analisti, ingegneri informatici e ingegneri biomedici, con solide conoscenze nell’analisi semantica dei dati non strutturati e nei modelli di governance dei servizi globali per l’e-health. Questa è Artexe.

Per conoscere e approfondire meglio tale realtà potete ora visitare online il nuovo sito. Funzionale e diretto, il sito si struttura in una home page con varie sezioni in cui si descrivono l’azienda e la sua filosofia (‘Artexe’), nonché le soluzioni progettate e messe a disposizione per l’efficienza in Sanità (‘Patient Journey solutions’ e ‘Data Driven Governance’). ‘Trending in Artexe’ permette invece di restare aggiornati riguardo novità ed esperienze sul campo: un momento di dialogo su Artexe e il futuro dei servizi sanitari. In ‘Artexe’ sono esposti vision, mission e valori aziendali, riassumibili nei seguenti obiettivi:

  • migliorare l’efficienza della sanità;
  • progettare soluzioni per trasformare i dati, anche quelli non strutturati, in conoscenza (fondamentale per la pianificazione strategica);
  • mettere i pazienti al centro.

‘Patient Journey solutions’ è la sezione in cui si presentano i prodotti progettati per capire i bisogni del paziente, e soddisfare le esigenze delle strutture sanitarie nel gestire la relazione con i pazienti stessi. Pazienti al centro e vantaggi organizzativi, dunque, attraverso:

  • totem digitali evoluti, per scaricare i risultati degli esami clinici su chiavetta USB o stampa;
  • app e software che forniscono indicazioni per attraversare le strutture, o danno la possibilità di gestire, via smartphone, prenotazioni e appuntamenti.

Artexe lavora anche sulle tecniche di acquisizione dei dati non strutturati, e sulla loro interpretazione, per produrre soluzioni innovative e tool di grande aiuto nell’elaborazione di informazioni fondamentali. Il tutto, come spiegato nella sezione ‘Data Driven Governance’, per:

  • fornire strumenti atti a migliorare la Governance;
  • impostare strategie di performance e verificare i risultati;
  • dirigere meglio la struttura sanitaria e renderne conto con report ricchi di informazioni.

Arricchisce il sito la sezione ‘Job. Siete persone con conoscenze tecniche approfondite, curiosità intellettuale, capacità analitiche e creatività? Artexe può essere disposta ad investire sul vostro talento. Provate dunque ad inviare il vostro curriculum vitae e le motivazioni che spingono a proporre la candidatura proprio ad Artexe.

La soluzione per governare al meglio la sanità attraverso i dati? Artexe: efficienza e funzionalità attraverso sistemi multidevice per migliorare l’accoglienza e le risposte alle esigenze dei pazienti, e garantire prestazioni migliori della struttura sanitaria.

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6MEMES TRENDS Sharing Knowledge

Co-working, Co-living, Co-housing: una vita da condividere!

Ciao Sara: grazie intanto per questa chiacchierata su temi particolarmente cari a 6MEMES.

La prima domanda va diritta al punto: questa recente enfasi sulla “condivisione” di cui sentiamo parlare sempre più spesso – e che si rappresenta con la piccola stringa di testo “co” davanti a una serie di altre parole – è il frutto di un moda passeggera o piuttosto l’indizio concreto di una realtà destinata a portare cambiamenti duraturi nella nostra società?

Non si tratta di fenomeni di nicchia, né di “momenti moda” o belle parole con cui riempirsi la bocca: condividere il luogo di lavoro (Co-working), il modo di vivere (Co-living) e gli spazi abitativi (Co-housing) è sempre più una realtà che si diffonde non solo tra i giovani e che ha portata internazionale.
Grazie alla piattaforma di analisi semantica Web Distilled, abbiamo attivato una ricerca appositamente dedicata a questi nuovi stili di vita e di lavoro dove convivere, condividere e cooperare non sono obiettivi a cui mirare ma le fondamenta per creare soluzioni abitative, sociali e lavorative su misura di ciascuno.
Negli ultimi 6 mesi, nelle diverse fonti (social media, testate giornalistiche online e blog, media tradizionali cartacei, radio e TV), in lingua italiana e inglese, sono stati pubblicati sul tema oltre 50.000 contenuti con una media di circa 250 menzioni al giorno. Tra le fonti prevalgono quelle web con il 90% dei contenuti pubblicati su portali online e blog. Tra le tematiche senza dubbio l’argomento più diffuso è quello del Co-working con quasi l’80% dei contenuti selezionati. L’inglese batte l’italiano 85 a 15. Segno che di questi temi si parla e si scrive molto di più all’estero che da noi.

 

In base ai dati raccolti hai trovato qualche conferma del fatto che queste nuove pratiche culturali si riflettono e sviluppano in maniera differente a seconda della realtà sociale in cui vengono messe in atto?

Non c’è dubbio.
In lingua italiana, ad esempio, prevalgono articoli contenuti relativi ai sui cambiamenti sociali e ai nuovi trend: “come cambia il modo di lavorare, abitare e comunicare tra nomadi digitali e cittadini temporanei”. Si sottolineano spesso elementi di “straordinarietà”, come se vivere o lavorare “in condivisione” fosse uno stato transitorio e non una scelta di vita che risponde, di fatto, a due esigenze chiave degli esseri umani: la sopravvivenza (condividere spesso aiuta a spendere meno) e la socialità (stare insieme agli altri non è forse meglio che stare da soli?).
In italiano, non si contano articoli e post dedicati ai Co-working. Sembra che ogni città, quartiere e amministrazione non ne possa fare a meno: a Fontivegge (Umbria) ha inaugurato qualche settimana fa “Binario5” e a Palazzolo (Brescia) sta per aprire (nell’ambito di un più ampio progetto di recupero di spazi del centro storico) “OgliOffice”, giusto per citare due tra gli ultimi casi.
Cominciano anche a girare tesi di laurea e studi scientifici sul tema. Sarà interessante vedere dove si va. La vera sfida non è ristrutturare uno spazio e metterci delle scrivanie, ma intercettare e stimolare la nostra voglia di “essere comunità” e, al tempo stesso, sapere rispondere alle esigenze di mercato.

 

Questo vale per il nostro paese dunque. E per il mondo cosiddetto anglosassone? Quali sono le evidenze che hai raccolto?

Completamente diverso è il panorama anglosassone dove prevalgono decisamente contenuti di taglio business e real estate. E dove – andando in particolare ad analizzare le uscite dedicate ai temi del Co-housing e del Co-living – si scopre un incredibile mondo di possibilità. I complessi abitativi “in condivisione” sono assolutamente comuni, diffusi e richiesti da New York a Seattle, da San Francisco a Los Angeles e in numerose altre aree urbane americane. In Europa si trovano soprattutto in città come Berlino, Londra e Dublino.
“Il co-living è la nuova miniera d’oro con 93 miliardi di mercato potenziale” dichiara “PropTiger” pubblicando la loro ultima ricerca sul mercato immobiliare statunitense, settore che sempre più affronta le nuove costruzioni o il recupero di edifici già esistenti con una logica “sharing”, combinando soluzioni flessibili che alternano spazi comuni e spazi privati con approcci fino a qualche anno fa impensabili.
C’è chi ragiona su chi sono i target principali – solitamente neo-laureati, giovani professionisti, millennials – e chi cerca soluzioni abitative di interesse per i nuovi target emergenti – ad esempio i “re-starter” (persone tra i 30 e i 50 anni che stanno divorziando o che stanno ripartendo con una nuova fase della loro vita)  – oppure i pensionati (abituati ad una vita di relazioni ed interessi che cominciano ad avere specifiche necessità pur essendo ancora completamente autonomi nelle loro esigenze quotidiane).

 

Parlavamo all’inizio della nostra chiacchierata di come questa nuova pratica sociale (perché di questo si tratta, in effetti) è solo l’inizio di una grande trasformazione. Puoi fare degli esempi concreti per i nostri lettori, così da toccare con mano la portata del cambiamento in corso?

Gli esempi sono tanti e in settori diversi.
Le nuove soluzioni abitative, ad esempio, portano con sé anche lo sviluppo di nuovi servizi o di servizi aggiuntivi per attrarre nuova clientela. C1 in California offre – nel pacchetto di abitazione condivisa – Netflix e i servizi di pulizia. Alcune strutture di lusso integrano l’offerta abitativa con centri fitness, cabine abbronzanti, biliardi, barbecue e piscine. Node – uno dei precursori – con un edificio storico a Londra e numerose altre sedi nel mondo, mette a disposizione un “community curator” perché ritiene che i residenti interagiscano meglio con l’incoraggiamento di un “curatore di comunità” che li aiuti a selezionare i coinquilini e ad organizzare eventi collettivi.
Numerose anche le startup che stanno nascendo in questo campo. Tra quelle di maggior successo, ci sono ROOMI che aiuta a trovare il “perfetto coinquilino”, confrontando caratteristiche personali ed esigenze abitative fino ad arrivare alla “giusta” combinazione. Oppure ROOMRS che agevola l’incontro tra domanda e offerta di abitazioni (inclusi utenze, mobili, accessori) con le disponibilità di prezzo e di condivisione degli spazi.
 

Sin qui si tratta di esperienze nate e sviluppate al di fuori del nostro paese. E per quanto riguarda noi italiani? Quale è lo stato dell’arte?

Non mancano comunque anche esperienze tutte italiane: a volte sono primi esperimenti. A Trento ad esempio da qualche mese convivono sette ospiti anziane, due collaboratrici familiari e quattro studentesse in un “trans-generazionale co-housing” dove ciascuno ha una propria stanza con bagno mentre cucina, soggiorno e sala sono in comune. Oppure il “Co-living Casa Netural” che, come riporta il sito, è “una casa, a Matera, che aggrega persone da tutto il mondo, in cui ispirarsi, rigenerarsi e concretizzare le proprie idee attorno ai temi dell’innovazione sociale, culturale e creativa.” Qui, infatti, gli ospiti hanno l’opportunità di svolgere attività professionali in remoto e possono decidere di trascorrervi alcuni momenti della loro vita.
In Italia, però, la città che più è in grado di rappresentare e gestire questi nuovi fenomeni di condivisione degli spazi lavorativi e abitativi è senza dubbio Milano. Non solo perché ospita numerose e interessanti esperienze di Co-working e Fablab che la posizionano allo stesso livello delle altre metropoli occidentali. Ma anche perché è l’unica città italiana a mettere in atto una strategia di lungo periodo, unica città italiana a partecipare al bando internazionale “Reinventing Cities” che prevede l’alienazione da parte del Comune di siti inutilizzati o in stato di degrado a favore di progetti di rigenerazione urbana con benefici per la comunità attraverso il Co-living, Co-housing e Co-working.

 

Ti ringraziamo delle buone notizie, allora, in attesa che la cultura della condivisione metta radici più profonde anche da noi. E soprattutto ti facciamo le nostre congratulazioni per la tua recente e meritata nomina a Presidente del gruppo Condiviso. Buon lavoro, Natalia Robusti.

 
Condiviso
 


Credits Immagini:
Immagine di copertina, rielaborata.
ID: 75718127, di Katarzyna Białasiewicz
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Maps News News

Career Day UniBO 2019: venite a scoprire le opportunità professionali offerte da Maps Group.

Il prossimo 26 Febbraio 2019, dalle 9.30 alle 17.00, presso il Padiglione 33 di BolognaFiere (ingresso di Via Aldo Moro), si svolgerà la nuova edizione del Career Day Unibo.

La manifestazione ha lo scopo di favorire l’incontro tra i laureandi e laureati dell’Università di Bologna con i referenti risorse umane di importanti realtà imprenditoriali, in modo da agevolare il loro futuro inserimento nel mondo del lavoro.
Le aziende partecipanti (di grandi dimensioni e il 56% delle quali con sede in Emilia Romagna) avranno la possibilità di far conoscere la propria organizzazione e le opportunità professionali offerte, raccogliendo le candidature dei giovani laureati o laureandi.
I laureati/laureandi potranno invece presentare il proprio curriculum ed esporre, attraverso il contato diretto, le proprie motivazioni e aspettative.

Quest’anno anche Maps Group sarà presente al Career Day 2019. Gli studenti e i laureati avranno così la possibilità di venire a conoscere di persona una realtà imprenditoriale che:

[sf_iconbox image=”fa-cubes” character=”” color=”standard” type=”standard” title=”” animation=”none” animation_delay=”200″ link=”” target=”_self”][/sf_iconbox]è finalizzata all’esplorazione e alla condivisione della conoscenza attraverso strumenti di Operational intelligence, Real Time Data Analysis e Knowledge management, con i quali raccogliere, analizzare, interpretare e strutturare i dati complessi, facilitandone poi l’utilizzo e la condivisione in ottica business;
[sf_iconbox image=”fa-users” character=”” color=”standard” type=”standard” title=”” animation=”none” animation_delay=”200″ link=”” target=”_self”][/sf_iconbox]mette al centro l’individuo e ne valorizza le doti sia attraverso attività tecniche e professionali, sia con possibilità e pratiche che ne mettano in risalto la capacità esperienziale e relazionale.

Vi aspettiamo al padiglione 33 di Bologna Fiere, dalle 9:30 alle 17:00. Siamo allo stand B23.

Potete reperire tutte le informazioni necessari ai seguenti link di riferimento:

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Maps News News

MAPS: nel 2018 ricavi pari a euro 16,7 milioni, EBITDA euro 3,6 milioni (EBITDA margin 21,8%).

Negli ultimi 5 anni MAPS ha raddoppiato i ricavi e decuplicato l’EBITDA; la società è caratterizzata da elevati livelli di recurring revenues e cash conversion.

Il Gruppo, software solution provider leader nell’interpretazione dei big data, opera nel mercato della digital transformation (CAGR 2018–2020 pari a circa +20%).

Inizio bookbuilding per la quotazione su AIM fissato per domani 22 febbraio.

 

Parma, 21 febbraio 2019

MAPS, PMI Innovativa attiva nel settore della digital transformation, ha iniziato il processo di quotazione delle proprie azioni ordinarie e dei relativi warrant su AIM Italia: l’inizio del bookbuilding è fissato per domani 22 febbraio. Il range di prezzo è fissato tra un minimo di Euro 1,75 e un massimo di Euro 1,90 per azione.
Fondata nel 2002, MAPS progetta, produce e distribuisce software per l’analisi dei big data. Con sede a Parma e 170 dipendenti, MAPS supporta le aziende nei processi di decision making permettendo loro di inserirsi nei propri mercati di riferimento come data driven companies. I software sviluppati consentono alle aziende clienti di:

  1. gestire e analizzare grandi quantità di dati e di informazioni,
  2. aiutarle nell’assunzione delle proprie decisioni strategiche, operative e nella definizione di nuovi modelli di business.

Il Gruppo chiude il 2018 con ricavi consolidati pari a Euro 16,7 milioni e un EBITDA pari a Euro 3,6 milioni (EBITDA margin pari a 21,8%). Negli ultimi 5 anni MAPS ha raddoppiato i ricavi e decuplicato l’EBITDA. La società è caratterizzata da elevati livelli di recurring revenues e cash conversion. Alla crescita organica del Gruppo si è affiancata un’importante attività di M&A, con l’acquisizione di IG Consulting (2011) e Artexe (2018).

La divisione Research & Solutions, costituita nel 2016, include 12 risorse altamente qualificate ed è responsabile dell’individuazione dei bisogni informativi del mercato e dello sviluppo di software ad hoc per i Clienti. Il Gruppo investe costantemente in ricerca e sviluppo: negli ultimi 5 anni ha complessivamente destinato all’innovazione Euro 3,5 milioni.
Il Gruppo ha un portafoglio di oltre 180 Clienti altamente fidelizzati appartenenti a differenti settori:

  • Servizi (Vodafone, Enel, A2A, Wipo, Iren, Saipem, IBM),
  • Sanità (operatori pubblici e privati, prevalentemente strutture sanitarie, ASL e ospedali tra cui Humanitas, GVM, IEO, Gruppo Ospedaliero San Donato),
  • Industria (Konica Minolta, Leonardo, Philip Morris International) e
  • PPAA (enti pubblici e università tra cui Regione Lombardia, Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Università di Roma Tor Vergata, INAPP).

MAPS opera attraverso 3 business unit:
[sf_iconbox image=”fa-industry” character=”” color=”standard” type=”standard” title=”” animation=”none” animation_delay=”200″ link=”” target=”_self”][/sf_iconbox]Large Enterprise: software dedicati alle grandi imprese (volume d’affari superiore a Euro 1 miliardo) per migliorare l’efficienza nella gestione dei rapporti con i fornitori, a monitorare e migliorare le performances e le competenze del personale, a rendere più analitica la comprensione delle esigenze dei clienti. Comprende 3 linee di offerta: Data Integration Solutions, Smartaggregator e Smartnebula.
[sf_iconbox image=”fa-hospital-o” character=”” color=”standard” type=”standard” title=”” animation=”none” animation_delay=”200″ link=”” target=”_self”][/sf_iconbox]Healthcare Industry: software funzionali alla gestione del flusso dei pazienti all’interno della struttura sanitaria nonché alla valutazione della propria performance, al fine di migliorare i servizi offerti ai pazienti. Comprende 2 linee di offerta: Data-driven governance e Patient Journey.
[sf_iconbox image=”fa-group” character=”” color=”standard” type=”standard” title=”” animation=”none” animation_delay=”200″ link=”” target=”_self”][/sf_iconbox]Gzoom: software diretti a una gestione funzionale ed efficiente degli Enti pubblici, che consentono all’Ente di valutare la propria performance, razionalizzare i propri obiettivi e pianificarne il raggiungimento.

Attraverso la linea d’offerta Patient Journey, il Gruppo si posiziona come leader nel settore dell’accoglienza dei pazienti nelle strutture sanitarie, presidiando il mercato con oltre 600 installazioni, che gestiscono una popolazione di oltre 17 milioni di pazienti a livello nazionale.

MAPS opera in un contesto caratterizzato da un elevato potenziale di crescita: il mercato mondiale delle tecnologie per la digital transformation ha raggiunto nel 2018 la dimensione di 1.300 miliardi di dollari; nel 2020 si stima un mercato di 2.100 miliardi di dollari (CAGR 2018–2020 pari a circa +20%, secondo la fonte IDC, Report Digital Transformation (DX) Understanding the Business Case – Market Spend & Trend Outlook, Giugno 2018).

L’operazione di quotazione sul mercato AIM Italia è destinata a supportare la crescita per linee esterne, gli investimenti in innovazione di prodotto e l’internazionalizzazione.


Credits Persone:

 

MARCO CISCATO
Fondatore di MAPS, Marco Ciscato ha iniziato la sua carriera come ingegnere informatico in ds Data Systems Spa. Durante i primi anni in MAPS ha lavorato nell’area tecnica, poi nella gestione di clienti strategici e in Amministrazione Finanza e Controllo (AFC). Attualmente ricopre la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione e si occupa di organizzazione interna e sviluppo di piani strategici.

MAURIZIO PONTREMOLI
Laureato con lode in Fisica, Maurizio Pontremoli è stato docente di informatica all’Università di Parma e ricercatore nella Scuola di Fini Speciali dell’Università di Parma. Successivamente è stato il fondatore e direttore della divisione servizi professionali di ds Data Systems Spa, in seguito Amministratore Delegato di Imagena S.r.l. (società che offre prodotti e soluzioni IT per la telefonia mobile) per circa 6 anni. In MAPS da Gennaio 2008, è Amministratore Delegato e si occupa della definizione dell’offerta e dello sviluppo delle strategie.

GIAN LUCA CATTANI
Gian Luca Cattani, direttore R&D. Laurea in Matematica con lode presso l’Università di Parma; Master e dottorato in Informatica presso l’Università di Aarhus (Danimarca); Master in Technology and Innovation Management presso la Business School dell’Università di Bologna. È stato ricercatore in Logica e Semantica del calcolo presso l’Università di Cambridge. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche in Teoria informatica. Per oltre 15 anni è stato coinvolto in progetti di sviluppo software per organizzazioni complesse. In MAPS dal 2008, è stato nominato Direttore R&D nel 2017.
 


Credits Assistenza.

Nell’operazione di ammissione alle negoziazioni su AIM Italia MAPS è assistita da: BPER Banca, in qualità di Nominated Adviser (NomAd) e Global Coordinator.
CONTATTI
MAPS
Telefono: +39 0521 052300
email: info@mapsgroup.it
NomAd 
BPER Banca, Telefono: +39 0272 74 92 29
email: maps@bper.it
INVESTOR RELATIONS & FINANCIAL MEDIA
IR Top Consulting, Telefono: +39 0245473884
Maria Antonietta Pireddu: m.pireddu@irtop.com
Domenico Gentile: d.gentile@irtop.com

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6MEMES TRENDS Artificial Intelligence – More than (buzz) words?

Considerazioni non-tecniche sull’Intelligenza Artificiale e i suoi riflessi sulla società e l'economia. Di Vieri Emiliani.

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Intelligenza Artificiale: non più (solo) parole

[dropcap3]S[/dropcap3]istemi di guida assistita e semi-autonoma, traduttori automatici che convertono una telefonata in un’altra lingua, servizi di raccomandazione che ci segnalano i contenuti per noi più interessanti tra migliaia di titoli, meccanismi anti-frode che bloccano in tempo reale transazioni sospette o tentativi di accesso ai nostri account online…
L’Intelligenza Artificiale sta entrando, pervasivamente, nelle nostre vite.
Algoritmi pensati nello scorso millennio e rimasti confinati a lungo nei laboratori delle università, trovano improvvisamente applicazione nei nostri telefoni, automobili, nei servizi che quotidianamente utilizziamo.
L’aumento della potenza di calcolo distribuita, ma soprattutto la straordinaria disponibilità di dati, originati da dispositivi mobili, sensori, apparecchi e applicazioni software che digitalizzano e registrano quello che succede intorno a noi, hanno trasformato questi algoritmi “impolverati” in formidabili macchine predittive, destinate a cambiare il nostro modo di interagire con il mondo esterno. Una trasformazione con forti impatti economici e sociali.
[bctt tweet=”Algoritmi pensati nello scorso millennio e rimasti confinati a lungo nei laboratori delle università, trovano improvvisamente applicazione nei nostri telefoni, automobili, nei servizi che quotidianamente utilizziamo.” username=”MapsGroup”]
Diversi studi indipendenti valutano che le applicazioni dell’intelligenza artificiale porteranno un contributo alla crescita economica globale compreso tra lo 0.8% e l’1.2%. Secondo PwC, l’AI potrebbe creare 13.700 miliardi di euro di valore da qui al 2030, più di quanto producano oggi Cina e India insieme.
Ovviamente, questi impatti saranno diversi da paese a paese.
La struttura dell’economia, lo sviluppo nei diversi settori industriali (la sua composizione in termini di settori industriali), gli investimenti in R&D, la capacità di sviluppare e assorbire l’innovazione, sono tutti fattori che influenzano il modo in cui l’AI può impattare sulla produttività e stimolare lo sviluppo economico di un paese.
Accenture ha provato a stimare queste differenze analizzando gli effetti dell’AI da qui al 2035 sulle economie di 12 paesi, tra cui l’Italia. Quanto emerge è che, anche facendo delle ipotesi conservative, il potenziale delle applicazioni dell’AI può raddoppiare i tassi di crescita economica di questi paesi. Una delle principali leve di questa crescita è riconducibile agli effetti che l’AI può avere sulla produttività, trasformando significativamente il modo in cui lavoriamo, aumentandola del 40%.

distribuzione Intelligenza Artificiale
Fonte: www. newsroom.accenture.com. Per visionare l’articolo cliccare sull’immagine.

Gli Stati Uniti guidano questa classifica teorica, con un aumento del valore prodotto al 2035 di 8.300 miliardi di dollari. Sempre secondo lo studio di Accenture, il Giappone, grazie alla sua forte capacità di assorbire l’innovazione, una solida base industriale e di ricerca, potrebbe più che triplicare la propria crescita economica, passando dall’attuale stima dello 0.8% a un 2.7%, con un incremento di valore cumulativo al 2035 di oltre 2.000 miliardi di dollari, una cifra superiore al nostro prodotto interno lordo.
Finlandia e Svezia vedrebbero aumentare la loro crescita rispettivamente del 2% e 1.9%, mentre per la Germania è stimato un aumento di 1.6 punti, pari a 1 miliardo di dollari. L’Italia chiude la classifica, insieme alla Spagna, con una crescita addizionale dello 0.8%.
 

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[/sf_iconbox]Casi d’uso: come si concretizza questa crescita?

Le grandi piattaforme digitali (Google, Facebook, Amazon, Netflix, ma anche i loro equivalenti cinesi come Baidu, Alibaba e Tencent) hanno iniziato a sfruttare le potenzialità del machine learning da tempo. Avvantaggiate da un modello di business “nativamente digitale” (in cui ogni attività genera direttamente nuovi dati), sfruttano le enormi moli di dati prodotti per affinare continuamente i propri modelli predittivi, e creare nuovo valore. Apple e Microsoft, i cui modelli di business non erano basati sul dato, sono partite di rincorsa, ma stanno recuperando velocemente.
Non quindi deve sorprendere che queste aziende abbiamo dei piani di investimento miliardari sulla ricerca e siano in grado di attirare i migliori talenti del settore. Perché sono già in grado di monetizzare questi investimenti.
[bctt tweet=”Le grandi piattaforme digitali (Google, Facebook, Amazon, Netflix, ma anche i loro equivalenti cinesi come Baidu, Alibaba e Tencent) hanno iniziato a sfruttare le potenzialità del machine learning da tempo. ” username=”MapsGroup”]
Per Netflix, il consumo di un utente è basato all’80% sulle raccomandazioni degli algoritmi, e solo al 20% su ricerche puntuali. Il  motivo? La soglia di attenzione dell’utente è di 60-90 secondi. Se entro questo tempo non trova un titolo interessante, rinuncia, aumentando il rischio di abbandono del servizio.
Netflix [1] stima che l’impatto dei sistemi di personalizzazione e raccomandazione sulla “churn reduction” valga 1 miliardo di dollari all’anno (quasi il 10% del proprio fatturato). Più in generale, la personalizzazione dei servizi, per le aziende che si interfacciano direttamente con il cliente, è una delle aree in cui l’AI trova maggiore applicazione.
Boston Consulting Group afferma che la personalizzazione porterà, nei prossimi 5 anni, un vantaggio economico in termini di ricavi pari a 800 miliardi di dollari. Un vantaggio riservato a quel 15% di aziende che saprà applicarla in modo efficace.
Anche secondo McKinsey, le aree aziendali in cui si concentreranno maggiormente i benefici dell’innovazione portata dall’AI sono Marketing e Vendite, per l’aumentata capacità di profilare i bisogni e personalizzare i prodotti e servizi, e le Operazioni (Supply Chain Management & Manufacturing).

Fonte: www.mckinsey.com. Per visionare l’articolo cliccare sull’immagine.

L’applicazione di modelli di manutenzione predittiva, ovvero l’analisi dei dati di processo finalizzata a prevenire guasti e fermi di produzione, potrebbe valere oltre 500 miliardi di dollari, il 40% dei benefici derivanti dall’AI per la funzione. Sul tema Supply Chain, l’esempio di Amazon è davanti agli occhi di tutti.
 

[sf_iconbox image=”ss-globe” character=”” color=”standard” type=”standard” title=”” animation=”none” animation_delay=”200″ link=”” target=”_self”]
[/sf_iconbox]Il ruolo dei sistemi paese

E i governi, come si stanno muovendo? Secondo Anthony Mullen, il direttore della ricerca di Gartner [2], allo stato attuale “l’intelligenza artificiale è una corsa a due tra Cina e Stati Uniti”. Se gli Stati Uniti sono stati il primo paese ad avere sviluppato nel 2016, durante la presidenza Obama, un piano strategico per l’Intelligenza Artificiale, la Cina ha risposto con un piano denominato “New Generation Artificial Intelligence Development Plan”, il cui obiettivo è portare il paese a essere leader nel settore dell’AI entro il 2030.
La Cina ha già superato gli Stati Uniti per numero di pubblicazioni scientifiche in materia di intelligenza artificiale, e il numero di brevetti cinesi collegati all’intelligenza artificiale sono cresciuti del 200% negli ultimi anni.
La sola Alibaba, il gigante tecnologico cinese, investirà sull’intelligenza artificiale 15 miliardi di dollari, nel prossimo triennio, nell’ambito del proprio programma di ricerca denominato “Alibaba’s Academy for Discovery, Adventure, Momentum and Outlook” [3], distribuito su 7 laboratori tra Cina, Stati Uniti, Russia e Israele.
L’MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha recentemente annunciato un investimento di un miliardo di dollari, destinato a indirizzare le sfide e le opportunità globali create dalla diffusione delle tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale. Oltre a creare 50 nuove cattedre, raddoppiando di fatto il numero di docenti di informatica e AI dell’ateneo, l’MIT ha deciso di integrare l’insegnamento di informatica e intelligenza artificiale all’interno di tutti gli altri corsi, in una contaminazione interdisciplinare fondamentale per ridurre la distanza tra sviluppo teorico e applicazioni pratiche dell’AI.
[bctt tweet=” Oltre a creare 50 nuove cattedre, raddoppiando di fatto il numero di docenti di informatica e AI dell’ateneo, l’MIT ha deciso di integrare l’insegnamento di informatica e intelligenza artificiale all’interno di tutti gli altri corsi. ” username=”MapsGroup”]
A livello europeo, la Commissione ha riconosciuto il proprio gap, e nell’aprile 2018 ha deciso di aumentare del 70% gli investimenti previsti nell’ambito del programma H2020, portandoli a 1.5 miliardi di euro per il triennio 2018-2020.
Secondo la Commissione Europea, questo dovrebbe stimolare ulteriori finanziamenti per 2.5 miliardi di euro su partnership pubblico-privato già in essere. L’obiettivo dichiarato (portare gli investimenti europei pubblici e privati a 20 miliardi di euro nel triennio) richiede uno sforzo significativo da parte di tutti gli attori.
E l’Italia? Nonostante un’importante produzione scientifica di settore (secondo l’OCSE nella classifica mondiale degli articoli di machine learning più citati siamo al quinto posto), nel Piano Triennale per l’Informatica 2017-2019 il termine Intelligenza Artificiale compare una sola volta. AgID (L’Agenzia per l’Italia Digitale) ha creato a metà 2017 una task force per l’AI, che ha prodotto il libro bianco “L’Intelligenza Artificiale al servizio del Cittadino”, presentato a Marzo 2018, e avviato un piano progettuale, la cui prima iniziativa prevede un finanziamento di 5 milioni di euro di fondi europei per lo sviluppo di progetti pilota nella Pubblica Amministrazione.
Nello stesso periodo, sollecitato dal report indipendente “Growing the artificial intelligence industry in the UK” dell’Ottobre 2017, il Regno Unito in 6 mesi ha predisposto un piano di investimenti denominato “AI Sector Deal” da oltre 1 miliardo di euro. Anche la Germania ha recentemente annunciato un piano di investimento da 3 miliardi di euro sull’Intelligenza Artificiale, mentre la Francia ha avviato nel 2018 un piano quinquennale da 1.5 miliardi di euro.
 

[sf_iconbox image=”ss-check” character=”” color=”standard” type=”standard” title=”” animation=”none” animation_delay=”200″ link=”” target=”_self”][/sf_iconbox]

Conclusioni

Sostenere lo sviluppo di una cultura dell’Intelligenza Artificiale, finanziando adeguatamente l’aggiornamento e il potenziamento del sistema educativo, la ricerca scientifica e incentivando l’innovazione “data-driven” nelle imprese, è una grande opportunità, che non richiede particolari investimenti infrastrutturali, ma che richiede di investire nel capitale umano del paese. Valorizzando le eccellenze già presenti, l’Italia potrebbe rapidamente recuperare attrattività e stimolare investimenti anche dall’estero.
Una strategia aggregata a livello europeo, non limitata a finanziamenti comunitari, ma basata su un vero piano coordinato tra i paesi, darebbe all’Europa una posizione di leadership, non solo nella produzione scientifica, ma anche in settori chiave come la robotica e, più in generale, metterebbe le nostre imprese nelle condizioni di competere alla pari con Stati Uniti e Cina.
[bctt tweet=”Sostenere lo sviluppo di una cultura dell’Intelligenza Artificiale, finanziando il potenziamento del sistema educativo, scientifico e innovativo, è una grande opportunità per investire nel capitale umano.” username=”MapsGroup”]
Le sfide che l’intelligenza artificiale ci pone, proprio per il suo straordinario potenziale di innovazione, non sono solo di natura economica, ma si riflettono anche e soprattutto su temi sociali ed etici di grande portata, quali ad esempio:

  • la proprietà e le modalità di utilizzo dei dati (dei nostri dati), senza i quali gli algoritmi di Machine Learning semplicemente non possono funzionare; – la trasparenza dei processi decisionali supportati da algoritmi di intelligenza artificiale, specie quando queste decisioni impattano su aspetti fondamentali della vita delle persone;
  • le modalità di redistribuzione del valore generato da questa rivoluzione, capaci – a seconda dei casi – di diminuire le diseguaglianze, ma anche di accrescerle;
  • i tempi e i modi con cui la nostra società saprà adattarsi o meno ai cambiamenti introdotti nel mondo del lavoro dall’AI attraverso l’automazione di processi sempre più evoluti e complessi.

In ciascuno di questi ambiti, il ruolo della politica e dei governi nazionali, delle istituzioni internazionali sarà centrale per comprendere e indirizzare lo straordinario potenziale dell’Intelligenza Artificiale e indirizzarlo, speriamo, verso il bene comune, limitandone i rischi e favorendo la redistribuzione dei benefici.
Un ruolo che, come i recenti avvenimenti ci hanno dimostrato a partire dall’affaire Cambridge Analytica, non può essere lasciato alle grandi piattaforme digitali.

Vieri Emiliani


[highlight]Note al testo[/highlight]

[1] Carlos A. Gomez-Uribe and Neil Hunt. 2015. The Netflix recommender system: Algorithms, business value,
and innovation. ACM Trans. Manage. Inf. Syst. 6, 4, Article 13 (December 2015), 19 pages.
[2] New Generation Artificial Intelligence Development Plan (China).
[3] Announcing the investment on Alibaba’s home turf in Hangzhou, Jeff Zhang, chief technology officer, said the $15bn would be invested over three years as part of a research programme called Alibaba’s Academy for Discovery, Adventure, Momentum and Outlook.
 


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Immagine di copertina, rielaborata tra le seguenti immagini.
ID: 89418530, di pwstudi
ID: 105095130, di Galina Peshkova

 

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MAPS, presentata la comunicazione di ammissione all'AIM.

MILANO (AIMnews.it), 20 febbraio 2019

MAPS ha presentato a Borsa Italiana la CPA funzionale all’ammissione alle negoziazioni delle proprie azioni ordinarie e dei relativi warrant (abbinati gratuitamente nella misura di 2 warrant ogni 4 azioni sia esistenti sia di nuova emissione) su AIM Italia.

Fondata nel 2002, MAPS è una PMI Innovativa attiva nel settore della digital transformation, attraverso la progettazione, produzione e distribuzione di software per l’analisi dei big data. Il Gruppo ha un portafoglio di oltre 180 clienti appartenenti ai settori lndustria e Servizi,  Sanità e Pubblica Amministrazione.
Attraverso 3 business unit (Large Enterprise, Healthcare Industry, Gzoom), MAPS supporta le aziende nei processi di decision making permettendo loro di inserirsi nei propri mercati di riferimento come data driven companies.
Il mercato mondiale delle tecnologie per la digital transformation ha raggiunto nel 2018 la dimensione di 1.300 miliardi di dollari; nel 2020 si stima un mercato di 2.100 miliardi di dollari (CAGR 2018 – 2020 pari a circa +20%) .

L’operazione è rivolta esclusivamente a investitori istituzionali, italiani ed esteri, e a investitori professionali ed è destinata a supportare la crescita per linee esterne, gli investimenti in innovazione di prodotto e l’internazionalizzazione. Il range di prezzo è stato fissato tra un minimo di Euro 1,75 e un massimo di Euro 1,90 per azione.

Nell’operazione di ammissione alle negoziazioni su AIM Italia MAPS è assistita da: 

Il comunicato ufficiale è reperibile al seguente link sul sito www.borsaitaliana.it